La Lega Serie A rompe gli indugi e punta su Giovanni Malagò per la guida della Federcalcio. Al termine di un’assemblea fiume svoltasi nella sede di via Rosellini a Milano, i vertici del massimo campionato hanno indicato il Presidente del CONI come il profilo ideale per guidare il processo di riforma del calcio italiano.

L’esito della votazione parla chiaro: 18 club si sono espressi a favore della candidatura di Malagò, mentre solo due società — la Lazio di Claudio Lotito e l’Hellas Verona di Maurizio Setti — hanno votato contro, confermando una spaccatura che dura da mesi.

Malagò: “Percorso esplorativo per un mandato importante”

Ricevuta la designazione, Giovanni Malagò ha commentato con cautela ma determinazione: “È un mandato importante. Comincio subito un percorso esplorativo per verificare la sussistenza delle condizioni programmatiche necessarie a unire tutte le componenti del sistema”. L’obiettivo del numero uno del CONI sarebbe quello di traghettare la FIGC verso una gestione più moderna, snellendo la burocrazia e ridistribuendo i pesi politici all’interno del Consiglio Federale.

L’attacco di Lotito e l’ombra del commissariamento

Non si è fatta attendere la reazione di Claudio Lotito. Il presidente biancoceleste, da sempre su posizioni opposte rispetto alla governance attuale, ha duramente contestato la scelta della Lega: “Sbagliamo obiettivo. Qui non serve un nuovo nome, serve un commissario straordinario per ridisegnare radicalmente un sistema che non funziona più. Proporre Malagò è una fuga in avanti che non risolve i problemi strutturali dei club”.

La sfida elettorale: torna Giancarlo Abete

Il percorso di Malagò non sarà però una corsa solitaria. Nelle ultime ore è emersa con forza anche la candidatura di Giancarlo Abete, figura storica della politica sportiva e attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti. Abete, che gode di un forte consenso tra le componenti “minori” (LND e arbitri), rappresenta l’usato sicuro e la garanzia dello status quo per molti delegati.

Con la discesa in campo di Malagò e il sostegno compatto della Serie A, la partita per la presidenza FIGC entra nel vivo: le prossime settimane saranno decisive per capire se il Presidente del CONI riuscirà a fare breccia anche nel voto dei calciatori e degli allenatori, o se il calcio italiano resterà diviso in due blocchi contrapposti.

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