La popstar segue l’esempio di Matthew McConaughey e deposita nuove richieste di tutela legale. Una mossa strategica contro i deepfake e i cloni digitali.

Taylor Swift non si ferma al successo discografico e decide di passare al contrattacco sul piano legale. La cantante ha ufficialmente depositato tre nuove richieste di registrazione di marchio per proteggere la propria identità artistica dalla crescente minaccia dell’Intelligenza Artificiale Generativa.

La notizia, battuta da New York il 27 aprile 2026, conferma la volontà della popstar di creare uno scudo giuridico attorno alla propria voce, ai propri tratti somatici e persino al proprio stile performativo, nel tentativo di arginare la diffusione incontrollata di deepfake e brani sintetici non autorizzati.

Il “Modello McConaughey” e la nuova frontiera del diritto

La strategia di Taylor Swift non è isolata. La cantante ha deciso di seguire l’esempio dell’attore premio Oscar Matthew McConaughey, che per primo ha promosso una forma di tutela della “personalità digitale” come bene di proprietà intellettuale.

Mentre il copyright tradizionale protegge le opere (canzoni, testi, video), queste nuove richieste di marchio mirano a proteggere l’essenza stessa dell’artista:

  • Impronta Vocale: Tutela contro i software in grado di clonare il timbro e l’estensione vocale per produrre nuove “canzoni” IA.
  • Identità Digitale: Protezione dei lineamenti e delle espressioni facciali per impedire la creazione di video e immagini manipolate.
  • Personalità Commerciale: Limitazione dell’uso del proprio nome e della propria immagine in contesti metaversali o pubblicitari generati algoritmicamente.

Perché ora? Il contesto dei deepfake

La decisione arriva dopo un periodo di forti tensioni tra l’industria musicale e le piattaforme di IA. All’inizio dell’anno, Taylor Swift era stata vittima di una massiccia diffusione di immagini pornografiche generate dall’IA, un evento che aveva scosso l’opinione pubblica e spinto il Congresso degli Stati Uniti a discutere il “No AI Fraud Act”.

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