Il Teatro Mercadante di Napoli si conferma epicentro della scena teatrale nazionale con una doppia proposta di grande spessore: un classico senza tempo reinterpretato da una firma storica della regia italiana e una novità assoluta che scava nei dilemmi dell’identità moderna.

Dall’8 al 12 aprile, la sala grande ospita la visione di Andrée Ruth Shammah del capolavoro di Molière. La regista torna all’autore francese per esplorare un tema che definisce “una nevrosi”: l’amore-possesso di Alceste, interpretato da Fausto Cabra.

L’allestimento, realizzato in collaborazione con Luca Micheletti e il poeta Valerio Magrelli (per la traduzione), evita ogni forma di giudizio morale. In scena si consuma un cortocircuito “terribile e risibile” sull’incomunicabilità umana. Non ci sono buoni o cattivi, ma solo posizioni che evolvono in un dramma comico e umanissimo.

  • Cast d’eccezione: Oltre a Fausto Cabra, spicca la partecipazione di Corrado d’Elia.
  • Produzione: Un sodalizio tra Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana.
  • Estetica: Le scene portano la firma della celebre Margherita Palli, per uno spettacolo della durata di 2 ore e 30 minuti.

Dal 9 al 19 aprile, lo spazio del Ridotto accoglie la nuova drammaturgia di Fabio Pisano con la regia di Martina Badiluzzi. Ispirato a un fatto di cronaca reale, lo spettacolo affronta il tema delicato e attuale della gestazione per altri (GPA).

La storia segue Alice, una ventenne che scopre improvvisamente di non essere figlia biologica della donna che l’ha cresciuta, ma di essere nata da una gestante. Questo “pozzo” di incertezza la spinge a una ricerca febbrile delle sue origini:

  • La ricerca: Un viaggio tra voci femminili che hanno segnato la sua nascita.
  • Il contesto: Una ricerca che si scontra con il trauma della guerra, che invade la città in cui è nata e ridefinisce il concetto di appartenenza.
  • Il tema: Pisano e Badiluzzi interrogano il pubblico su cosa significhi “essere madre” in un mondo che brucia, arrivando alla consapevolezza che, in fondo, si è sempre figlie di qualcuno o di qualcosa.

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