Quattro fotografi e quattro realtà del terzo settore si incontrano nel progetto di Fondazione Boscolo e CAMERA. Un racconto visivo sulle fragilità e il riscatto, visitabile fino al 2 giugno.
Quattro obiettivi puntati su altrettante eccellenze della solidarietà torinese. È stata inaugurata nella suggestiva Corte di Palazzo Carignano la mostra “Torino 4×4. Fotografie di una nuova era”, un progetto che mette in dialogo il linguaggio della fotografia contemporanea con le sfide dell’inclusione sociale. L’esposizione, nata dalla collaborazione tra la Fondazione Boscolo, il centro CAMERA Torino e la factory PiazzaSanMarco, rimarrà aperta al pubblico fino al 2 giugno ed è inserita ufficialmente nel programma di Exposed Torino Photo Festival 2026.
Il titolo “4×4” non è solo un gioco numerico, ma un omaggio alla capacità di queste realtà di “fare trazione” su terreni impervi, operando quotidianamente in contesti di estrema fragilità. La rassegna, curata da François Hébel (direttore artistico di CAMERA) e Marco Rubiola, rappresenta il primo capitolo di una mappatura del bene comune che proseguirà anche nel 2027.
Il percorso espositivo si articola attraverso le visioni di quattro autori che hanno documentato realtà diverse per missione, ma unite dall’impatto sul territorio:
- Fabio Bucciarelli per “Insuperabili”: Il celebre fotoreporter segue le squadre di calcio composte da atleti con disabilità, catturando il potere dello sport come motore di socializzazione e abbattimento delle barriere.
- Enrico Gili per “Progetto Tenda”: Uno sguardo intimo e rispettoso sulle donne e gli uomini che dal 1999 trovano supporto nell’emergenza abitativa, trasformando le immagini in testimonianze di speranza e dignità ritrovata.
- Deka Mohamed Osman per “Hackability”: Attraverso la tecnica dello still life, la fotografa reinterpreta con esplosioni di colore e creatività gli ausili tecnologici personalizzati, nati dalla co-progettazione per migliorare la vita delle persone con disabilità.
- Marco Rubiola per “Nove ó”: Le immagini danno voce al mondo interiore dei ragazzi seguiti dalla Fondazione Gruppo Abele, giovani che affrontano il delicato percorso di uscita dal ritiro sociale (Hikikomori), lasciando che fantasia e immaginazione diventino strumenti di riconnessione con l’esterno.
L’iniziativa segna un momento importante per la fotografia sociale a Torino, dimostrando come l’immagine possa essere non solo documentazione, ma parte integrante del processo di cura e comunicazione di una comunità. Il sostegno della Fondazione Boscolo ha permesso di co-progettare l’intera operazione, garantendo una qualità artistica che eleva il racconto del terzo settore a opera d’arte pubblica.
La mostra in Piazza Carignano invita cittadini e turisti a riflettere su una “nuova era” dove la vulnerabilità non è più un tabù, ma il punto di partenza per una progettualità condivisa. L’accesso libero alla Corte del Palazzo rende questo racconto visivo un patrimonio accessibile a tutti, coerentemente con i valori di inclusione che il progetto stesso celebra.

