Dal 22 maggio al 4 ottobre l’esposizione racconta l’accordo tra Fiat e Unione Sovietica per la costruzione dello stabilimento automobilistico nella città di Togliatti, sessant’anni dopo la firma del protocollo.
Sessant’anni dopo uno dei più importanti accordi industriali del secondo Novecento, Torino torna a raccontare la storia della costruzione dello stabilimento AutoVaz nella città sovietica di Togliatti. Dal 22 maggio al 4 ottobre, il Centro Storico Fiat ospiterà la mostra “Torino-Togliatti 1966-2026: uno stabilimento grande e subito”, curata da Claudio Giunta e Giovanna Silva con Maurizio Torchio.
L’esposizione ripercorre una pagina fondamentale della storia industriale italiana e internazionale: l’intesa tra Fiat e Unione Sovietica per la realizzazione di un grande stabilimento destinato alla produzione di automobili. Un’operazione che non fu soltanto economica e produttiva, ma anche politica e diplomatica, in pieno clima di Guerra fredda.
Il 4 maggio 1966, proprio nella sede del Centro Storico Fiat, Vittorio Valletta, allora presidente della casa automobilistica torinese, firmò il protocollo per la costruzione dello stabilimento. L’accordo venne poi perfezionato ad agosto a Mosca, alla presenza del primo ministro sovietico Aleksej Kosygin e del ministro dell’Industria automobilistica Aleksandr Tarasov. Con Valletta c’erano, tra gli altri, Gianni Agnelli, Piero Savoretti e Riccardo Chivino.
Da quell’intesa prese avvio la costruzione della fabbrica AutoVaz, destinata a segnare lo sviluppo della città di Togliatti e la motorizzazione di massa nell’Unione Sovietica. La mostra restituisce il contesto di quell’impresa, capace di coinvolgere attori internazionali di primo piano, da Chruščëv a Kennedy, fino al segretario alla Difesa statunitense Robert McNamara.
Il percorso espositivo nasce dai materiali conservati negli archivi del Centro Storico Fiat: fotografie, documenti originali, telegrammi, relazioni tecniche e testimonianze che raccontano il lavoro di squadra necessario per portare avanti un progetto di tale portata. Non solo una fabbrica, dunque, ma un ponte industriale e culturale tra Torino e l’Urss.
Accanto alla documentazione storica, la mostra propone anche una rilettura contemporanea affidata allo sguardo di Giovanna Silva e Claudio Giunta, che nel 2019 sono tornati a Togliatti per osservare ciò che resta di quella grande stagione industriale. Silva ha fotografato edifici e spazi urbani, mentre insieme hanno raccolto testimonianze di ex operai ed ex dirigenti, russi e italiani, che lavorarono all’AutoVaz.
Ne emerge un racconto stratificato, che mette in relazione la Torino e la Togliatti degli anni Sessanta con il presente della città russa, nata e cresciuta attorno alla fabbrica. Una storia fatta di tecnologia, lavoro, diplomazia, migrazioni professionali e memorie familiari.
La mostra invita così a rileggere l’accordo Fiat-Urss non soltanto come un capitolo di archeologia industriale, ma come un episodio centrale nella storia dei rapporti tra Italia e mondo sovietico. Un’impresa che contribuì a ridefinire l’immaginario dell’automobile, il ruolo dell’industria italiana all’estero e il rapporto tra produzione, politica e società nel secondo Novecento.
Con “Torino-Togliatti 1966-2026”, il Centro Storico Fiat riporta al centro dell’attenzione una vicenda che appartiene alla memoria industriale torinese, ma anche alla storia europea del Novecento: quella di uno stabilimento nato da un accordo audace, capace di unire tecnica, visione e diplomazia in uno dei momenti più complessi della storia contemporanea.

