Oltre 300 opere e 130 artisti per un viaggio antiretorico dal dopoguerra a oggi. La mostra, ispirata al pensiero di Giorgio Agamben, inaugurata lo scorso 2 aprile.
Il secondo dopoguerra italiano non è stato solo macerie e ricostruzione, ma anche un fiorire di sguardi ironici, dissacranti e profondamente umani. È questo il cuore di “Tragicomica”, la grande esposizione che ha aperto i battenti il 2 aprile al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Una rassegna monumentale che, attraverso 300 opere, indaga quella particolare attitudine degli artisti italiani a disinnescare la tragedia attraverso il gioco, il paradosso e la satira.
La mostra trae ispirazione dalle riflessioni del filosofo Giorgio Agamben sul superamento del tragico. L’arte italiana viene letta non come una fuga dalla realtà, ma come una risposta “anti-tragica” che usa l’ironia per smascherare il potere, le convenzioni sociali e la sacralità dell’arte stessa.
Dalle prime sperimentazioni degli anni ’50 alle installazioni contemporanee, il percorso espositivo evidenzia come il carattere “comico” sia stato spesso lo strumento più affilato per raccontare le contraddizioni della modernità.
Il Maxxi mette in scena un dialogo serrato tra maestri storici e voci emergenti. Tra i protagonisti figurano nomi che hanno segnato il Novecento:
- I pionieri del paradosso: Da Piero Manzoni e le sue provocazioni concettuali a Maurizio Cattelan, maestro dell’ironia contemporanea.
- Pop e Concettuale: Opere di Pino Pascali, Gino De Dominicis e Alighiero Boetti, artisti che hanno saputo mescolare leggerezza e profondità filosofica.
- Nuove Generazioni: Una sezione dedicata agli artisti del nuovo millennio che continuano a tessere questo filo conduttore, utilizzando il linguaggio del video, della fotografia e della performance.
La mostra si articola in nuclei tematici che attraversano i volumi fluidi del museo progettato da Zaha Hadid:
- L’oggetto ribelle: Come il quotidiano diventa assurdo.
- Il corpo buffo: La scomposizione dell’immagine umana oltre l’eroismo.
- Parola e Motto di spirito: Il linguaggio come trappola ironica.
- Politica e Satira: Il dissenso espresso attraverso il sorriso amaro.

