Gli Stati Uniti attraversano una fase di forte tensione sul fronte commerciale dopo la decisione della Supreme Court of the United States (Corte Suprema) che ha ritenuto illegali i dazi concepiti dall’amministrazione Trump basandosi su poteri di emergenza presidenziali, stabilendo che tali tariffe richiedono l’approvazione del Congresso. La sentenza, adottata con sei giudici a favore e tre contrari, ha bloccato le tariffe maggiorate introdotte dall’aprile 2025, scatenando una reazione netta da parte del presidente.

In risposta alla sentenza, Donald Trump ha pubblicato un messaggio sul suo social Truth annunciando subito nuovi dazi globali al 10% su tutte le importazioni, che dovrebbero entrare in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio e rimanere in vigore per 150 giorni in base a una diversa disposizione legislativa. Secondo la Casa Bianca si tratta di misure “legalmente testate e accettate”, utilizzate per “proteggere le aziende e i lavoratori americani”.

La decisione della Corte Suprema si basa sul principio costituzionale che i poteri di imporre tariffe doganali spettano al Congresso degli Stati Uniti, e non possono essere estesi in modo così ampio da un provvedimento presidenziale senza autorizzazione legislativa. La sentenza ha suscitato anche preoccupazioni su potenziali rimborsi per le imprese che avevano già pagato tariffe ritenute ora illegittime.

Dazi al 15% con effetto immediato

A poche ore dall’annuncio sui dazi al 10%, Trump ha poi annunciato un nuovo aumento delle tariffe al 15% su tutte le importazioni, con effetto immediato, sempre attraverso un post su Truth. Il presidente ha spiegato di voler applicare il livello massimo consentito dalla Section 122 del Trade Act del 1974, norma che permette tariffe fino al 15% per un periodo limitato di 150 giorni senza l’autorizzazione del Congresso. Secondo Trump si tratta di “una misura pienamente consentita e legalmente testata”, sebbene continui a criticare duramente la sentenza della Corte Suprema, definita “ridicola, mal scritta e straordinariamente anti-americana”.

L’annuncio di questo aumento ha immediatamente suscitato reazioni e incertezze a livello internazionale, perché impatterà sulle dinamiche commerciali con l’Europa, la Cina e altri partner globali, e potrebbe influenzare negoziati in corso e rapporti economici bilaterali.

Implicazioni e prossime mosse

Nonostante lo stop di fatto imposto dalla Corte Suprema alle tariffe precedenti, l’amministrazione Trump ha dimostrato l’intenzione di continuare a perseguire una politica commerciale aggressiva, utilizzando ogni strumento legale disponibile per mantenere dazi elevati. Nei prossimi mesi l’attenzione sarà rivolta alle modalità di applicazione delle nuove tariffe al 15%, alla possibile reazione dei partner commerciali mondiali e alle strategie legislative che potrebbero essere adottate a Washington per dare una base più solida a questi provvedimenti.

La vicenda resta aperta e potrebbe evolvere ulteriormente nei prossimi mesi, con riflessi su economia, relazioni internazionali e negoziati multilaterali.

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