Dai Musei Reali di Torino arriva il “Ritratto dei tre figli maggiori di Carlo I d’Inghilterra e di Enrichetta Maria”, inserito nel percorso della retrospettiva aperta fino al 19 luglio
Una nuova opera arricchisce il percorso della mostra “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, in corso a Palazzo Ducale di Genova, nelle Sale dell’Appartamento del Doge e nella Cappella Dogale. L’esposizione, che ha già superato i 30mila ingressi, accoglie ora un importante prestito proveniente dai Musei Reali di Torino – Galleria Sabauda.
Si tratta del “Ritratto dei tre figli maggiori di Carlo I d’Inghilterra e di Enrichetta Maria”, dipinto eseguito da Antoon van Dyck nel 1635 come dono per Cristina di Francia, sorella della regina. L’opera è stata collocata all’inizio della sesta sala, in dialogo con i ritratti dei genitori, Carlo I ed Enrichetta Maria, e accanto ai fratellini Giustiniani Longo, che chiudono il percorso della sala precedente.
Il nuovo inserimento rafforza uno degli assi principali della mostra: il confronto tra soggetti simili rappresentati in contesti sociali e culturali differenti. Da un lato i figli della monarchia inglese, dall’altro i giovani rampolli dell’aristocrazia genovese. Due mondi lontani, ma accomunati dallo sguardo di Van Dyck, capace di adattare il proprio linguaggio alla sensibilità, alle aspettative e al rango dei suoi committenti.
La curatrice Anna Orlando sottolinea come l’accostamento tra i principini inglesi e i fratellini Giustiniani Longo sia pienamente coerente con il concept dell’esposizione. Il visitatore può così osservare direttamente il modo in cui Van Dyck interpreta l’infanzia aristocratica in ambienti diversi, modulando pose, abiti, dettagli e atmosfera del ritratto.
Particolarmente significativo è anche il confronto tra gli abiti. Le vesti dei bambini genovesi, ricche e impreziosite da dettagli dorati, restituiscono l’immagine di una Genova potentissima e opulenta, capace nel Seicento di competere per prestigio e ricchezza con le grandi corti europee. Una città nella quale Van Dyck trovò terreno ideale per affermarsi come ritrattista dell’élite.
La mostra genovese raccoglie il più ampio nucleo di dipinti di Van Dyck presentato negli ultimi venticinque anni: 60 opere articolate in dieci sezioni tematiche, con prestiti provenienti da importanti musei europei e italiani, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, la National Gallery di Londra, gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera e gli stessi Musei Reali di Torino.
Il percorso racconta il viaggio artistico e umano di Van Dyck da Anversa a Genova e poi a Londra, seguendo l’evoluzione di un pittore che seppe trasformare il ritratto in uno strumento di rappresentazione sociale, potere, eleganza e introspezione. La sua capacità di cogliere la personalità dei soggetti e, allo stesso tempo, di costruirne un’immagine pubblica fece di lui uno degli artisti più richiesti del suo tempo.
Con l’arrivo del ritratto dei figli di Carlo I, la retrospettiva acquista un ulteriore elemento di lettura, rafforzando il dialogo tra la stagione genovese e quella inglese dell’artista. Un’aggiunta che permette al pubblico di comprendere ancora meglio la dimensione europea di Van Dyck e la sua straordinaria abilità nel muoversi tra aristocrazie, corti e culture figurative diverse.
La mostra “Van Dyck l’Europeo” resterà aperta a Palazzo Ducale fino al 19 luglio, offrendo ai visitatori l’occasione di attraversare uno dei capitoli più affascinanti della pittura del Seicento, tra Genova, l’Europa e la grande stagione del ritratto aristocratico.

