Dal complesso restaurato di San Francesco ai paesaggi collinari tra Sezzadio, Cassine, Acqui Terme e Ovada: un itinerario lento tra arte, storia, spiritualità, ciclismo e sapori autentici

C’è un Piemonte che non si concede al primo sguardo, ma chiede tempo, attenzione e curiosità. È quello di Alessandria e dell’Alto Monferrato, terra di pianure attraversate dai fiumi, colline morbide, vigneti, noccioleti, abbazie, castelli, chiese affrescate e borghi dal fascino discreto. Un territorio raccolto in pochi chilometri, ma capace di custodire una sorprendente densità di storia, arte e paesaggio.

Tra il Tanaro e la Bormida, il Basso Piemonte rivela una bellezza silenziosa, lontana dagli itinerari più affollati. Non è una terra che esibisce i suoi tesori: li nasconde dietro portoni, chiostri, facciate sobrie, strade secondarie e piazze dal sapore antico. Proprio per questo, scoprirla significa entrare in un racconto lento, fatto di dettagli, incontri e luoghi che conservano il segno di epoche diverse.

Al centro di questo percorso c’è Alessandria, città legata a figure e memorie importanti, da Papa Alessandro III a San Francesco, da Napoleone fino ai nomi dell’arte, della letteratura e dello sport, come Umberto Eco, Carlo Carrà e Fausto Coppi. Una città che si prepara a mostrare uno dei suoi luoghi più significativi: il Complesso conventuale di San Francesco, restaurato e destinato a diventare un nuovo polo museale civico.

La riapertura al pubblico del complesso rappresenta uno dei passaggi più importanti nel percorso di valorizzazione del patrimonio cittadino. Alessandria fu una tappa rilevante del cammino evangelico di Francesco nel Monferrato tra il 1213 e il 1215, quando il frate fondò una comunità religiosa destinata a lasciare un segno profondo nel territorio. L’imponente convento alessandrino ne conserva la memoria.

Nel corso dei secoli l’edificio ha cambiato funzione e destino. Dopo l’abbandono da parte dei Frati Minori nel 1802, a seguito della soppressione degli ordini religiosi in epoca napoleonica, fu utilizzato come caserma e ospedale militare, per poi restare a lungo in stato di abbandono. Il restauro ha recuperato l’impianto architettonico medievale, conservando nicchie, affreschi e la particolare divisione interna in due piani, con camminamenti vetrati che oggi reinterpretano gli antichi spazi di passaggio.

In attesa della piena trasformazione in museo cittadino, con una sezione archeologica al piano terra e una storico-artistica al primo piano, il complesso restituisce già l’immagine di un luogo che fu tra i principali poli del francescanesimo nell’Italia settentrionale. Un monumento che racconta la vocazione spirituale della città e, allo stesso tempo, la sua capacità di rigenerare il proprio patrimonio.

Alessandria, però, non si esaurisce nel convento. La sua storia si legge anche nel Palazzo Ghilini, elegante testimonianza barocca oggi sede istituzionale, e nel Palazzo delle Poste e Telegrafi, la cui facciata è segnata dal grande mosaico futurista di Gino Severini. Nei musei civici, come le Sale d’Arte, si conserva un raro ciclo di affreschi dedicato alle imprese di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, tra gli esempi più antichi giunti fino a noi.

La città conserva inoltre la memoria della propria identità nelle chiese, dalla Cattedrale a Santa Maria di Castello, cuore del nucleo medievale di Borgo Rovereto, fino a San Rocco e Santo Stefano, dove opere, affreschi e arredi raccontano secoli di devozione e vita urbana. La storia più recente trova invece spazio nel Museo Borsalino, dedicato a uno dei cappelli più celebri al mondo, e nel museo Alessandria Città della Bicicletta, che racconta l’età eroica del ciclismo italiano.

Da Alessandria, il viaggio può proseguire lungo strade secondarie, tra borghi e campagne. A Sezzadio si incontra l’abbazia di Santa Giustina, fondata secondo la tradizione nell’VIII secolo per volontà di Liutprando, re dei Longobardi. Nata come luogo di sosta e accoglienza per pellegrini e religiosi, oggi si presenta come uno scrigno di spiritualità, architettura e pittura, immerso in un paesaggio raccolto.

Pochi chilometri più avanti, Cassine custodisce la chiesa gotica di San Francesco, edificata tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento per volontà di Roberto d’Angiò. Nella Sala Capitolare si conservano preziosi cicli di affreschi trecenteschi, testimonianza della ricchezza artistica di un territorio che ha saputo accogliere e reinterpretare influenze diverse.

Ad Acqui Terme, città di origine romana nota per le sue acque sulfuree che sgorgano a 75 gradi nella celebre edicola della Bollente, il tesoro da scoprire è nella Cattedrale: il trittico della Madonna di Monserrat di Bartolomé Bermejo, piccolo capolavoro che aggiunge una nota internazionale al patrimonio artistico locale.

Verso Ovada, l’atmosfera cambia e inizia a farsi sentire la vicinanza con la Liguria. Le vie strette, i colori delle facciate e le architetture richiamano il mondo della Repubblica di Genova. Qui il paesaggio collinare accompagna la produzione del Dolcetto Docg, mentre la chiesa dell’Assunta e il centro storico raccontano un’identità di confine, sospesa tra Piemonte e mare.

Il viaggio nell’Alessandrino è anche un percorso nel gusto. Tartufo, nocciole, pane, formaggi, amaretti, filetti baciati e rabatòn, gli gnocchi dei pastori, compongono una cucina legata alla terra e alla memoria. Ogni piatto diventa un modo per comprendere il territorio, la sua sobrietà, la sua concretezza e la sua capacità di trasformare ingredienti semplici in sapori riconoscibili.

Alessandria e l’Alto Monferrato offrono così un turismo diverso, fatto di lentezza, cammini, biciclette, borghi, arte e piccoli stupori. Un itinerario ideale per chi cerca luoghi autentici, lontani dall’esibizione, dove la bellezza non è gridata ma custodita. Basta attraversare una soglia, entrare in una chiesa, seguire una strada tra le colline o fermarsi in una piazza per accorgersi che questo angolo di Piemonte ha molto da raccontare.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti al canale whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *