Si sono concluse ieri, martedì 21 gennaio, a Roma le celebrazioni per i 25 anni di attività dell’Osservatorio for Independent Thinking, realtà impegnata nella formazione dei giovani su cittadinanza consapevole, informazione, economia, ambiente e pensiero critico. L’evento finale ha visto la partecipazione di oltre 500 studenti provenienti da tutta Italia, che hanno preso parte a un lungo e articolato confronto con il Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, ospite d’onore dell’iniziativa.
Nel corso di un intervento durato circa un’ora e mezza, Parolin ha risposto alle domande dei ragazzi affrontando alcuni dei principali temi dell’attualità internazionale, dalle crisi geopolitiche ai conflitti in corso, fino al ruolo dell’informazione e dei media in una fase storica segnata da tensioni e incertezze. Parlando del contesto globale, il cardinale ha descritto una situazione “drammatica e fonte di grande preoccupazione”, sottolineando come spesso sia difficile trovare risposte adeguate a scenari complessi e in continua evoluzione.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione in Venezuela, paese che Parolin conosce direttamente per avervi svolto il ruolo di nunzio apostolico. Il Segretario di Stato ha evidenziato l’urgenza di sostenere la popolazione, colpita da una profonda crisi economica e sociale, e ha richiamato la necessità di un percorso di riconciliazione, non solo politica ma anche umana e spirituale, in un contesto segnato da forte polarizzazione.
Un passaggio centrale dell’incontro ha riguardato il modo in cui le notizie vengono raccontate. In linea con la missione educativa dell’Osservatorio, Parolin ha messo in guardia dal rischio di assuefazione all’informazione continua, che può portare a percepire le crisi come eventi indistinti e lontani. Per la Santa Sede, ha ricordato, al centro devono sempre esserci le persone, non i numeri o le statistiche.
Rispondendo a una domanda sul Medio Oriente, il cardinale ha ribadito la posizione della Santa Sede a favore della soluzione dei due Stati, riconoscendo però le crescenti difficoltà nel tradurre questo principio in una prospettiva concreta e condivisa. Un altro tema affrontato è stato quello del ruolo dei Pontefici nella storia: secondo Parolin, ogni Papa interpreta il proprio tempo con uno stile personale, senza che questo debba generare disorientamento.
Tra le riflessioni che hanno maggiormente colpito gli studenti, il messaggio rivolto ai giovani sul valore dell’errore e del fallimento: “Il fallimento è un’occasione per imparare a vivere – ha affermato – e può diventare speranza. Non bisogna averne paura”.
A chiudere l’incontro è stato il presidente dell’Osservatorio, Andrea Ceccherini, che ha ribadito l’obiettivo dell’organizzazione: aiutare i giovani a sviluppare spirito critico e consapevolezza. “I ragazzi non sono una generazione fragile – ha detto – ma una generazione potente, capace di cambiare il mondo, se messa nelle condizioni di comprendere, riflettere e scegliere”.
Con l’evento conclusivo di Roma si chiude così un percorso celebrativo che ha segnato un quarto di secolo di attività, confermando il ruolo centrale dell’educazione al pensiero indipendente come strumento di partecipazione e responsabilità nella società contemporanea.

