Mentre l’Italia si prepara a spostare le lancette domenica 29 marzo, la commissione Attività Produttive accelera l’iter per stabilizzare l’orario estivo tutto l’anno. Risparmi energetici miliardari e benefici per la salute al centro del dibattito che si concluderà a giugno.

Il rito del cambio dell’ora potrebbe avere i giorni contati. A pochi giorni dal passaggio all’ora legale (previsto per la notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026), il Parlamento italiano ha ufficialmente aperto il dossier per rendere definitiva questa misura. La Commissione Attività Produttive della Camera ha infatti approvato l’avvio di un’indagine conoscitiva che, entro il 30 giugno, dovrà valutare se l’Italia sia pronta a mantenere l’ora legale per 12 mesi l’anno.

L’iniziativa, spinta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e da diverse associazioni di consumatori, punta a trasformare una consuetudine nata in tempo di guerra in uno strumento strutturale di politica energetica e sociale.

I numeri del risparmio: 2,3 miliardi di euro in 20 anni

I dati forniti da Terna parlano chiaro: l’ora legale non è solo una questione di “luce in più” la sera, ma un pilastro del risparmio nazionale. Dal 2004 al 2025, lo spostamento delle lancette ha permesso all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di kWh, traducendosi in un minor esborso per le famiglie e le imprese pari a circa 2,3 miliardi di euro.

Rendere l’ora legale permanente significherebbe estendere questi benefici anche ai mesi invernali, riducendo ulteriormente il consumo di energia elettrica per l’illuminazione nel tardo pomeriggio, momento di massimo carico per la rete nazionale.

L’eredità dell’Europa e le prossime tappe

Il dibattito italiano si riallaccia a una consultazione europea del 2018 in cui l’84% dei cittadini si era detto favorevole all’abolizione del cambio stagionale. Sebbene il processo a Bruxelles si sia arenato durante la pandemia, la direttiva UE concede agli Stati membri la libertà di scegliere il proprio regime orario definitivo.

L’iter alla Camera prevede ora una fitta serie di audizioni. Saranno chiamati a testimoniare:

  • Esperti di medicina e cronobiologia per valutare l’impatto sui ritmi circadiani e sulla salute.
  • Associazioni di categoria e istituti di ricerca per analizzare le ricadute sui trasporti e sulla produzione industriale.
  • Rappresentanti della Commissione Europea per garantire il coordinamento con i partner internazionali.

Cronistoria dell’Ora Legale in Italia

  • 1916: Prima introduzione durante la Grande Guerra.
  • 1966: Diventa sistematica per far fronte ai nuovi fabbisogni energetici.
  • 2019: Il Parlamento UE approva la proposta di direttiva per la scelta autonoma degli Stati.
  • 2026: L’Italia avvia l’indagine conoscitiva per la stabilizzazione permanente.

Spostare le lancette non è più solo una questione di orologi, ma una scelta strategica che intreccia economia, ecologia e benessere quotidiano. Se l’indagine darà esito positivo, quella di domenica prossima potrebbe essere una delle ultime “fatiche” nel cambiare l’ora.

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