Il nuovo riallestimento di “Alda Merini. Una storia diversa”, scritto e diretto da Ivana Ferri, torna in scena con l’intensa interpretazione di Lucilla Giagnoni, per la stagione Maldipalco | Maldamore del Tangram Teatro di Torino. Un omaggio profondo, emotivo e necessario a una figura cardine della poesia italiana, capace di trasformare la sofferenza in visione e la follia in conoscenza. Domenica 30 novembre 2025 – ore 18.00.

A sostenere l’architettura scenica dello spettacolo, le luci e le scene di Lucio Diana, la voce fuori scena di Michele Di Mauro, le musiche di Don Backy, Lucio Dalla e Gianluca Misiti, il montaggio video di Gianni De Matteis, il coordinamento tecnico di Massimiliano Bressan e l’organizzazione di Francesca Gallo. Una produzione Tangram Teatro Torino, che restituisce al pubblico un ritratto vivo e pulsante di Alda Merini.


Una poesia che nasce dall’inferno

Lo spettacolo è una ricognizione poetica e umana nei territori estremi attraversati dalla Merini: il manicomio, la solitudine, il delirio, ma anche l’amore, l’ironia, la vita che ostinatamente continua a fiorire.
Uno spazio definito “malato”, dove – come ricorda il testo – “nulla accade che non sia apparizione, un bagliore che si perde in una fitta nebbia di tristezza e dolore”. È da questa ferita che nasce la poesia di Alda Merini: non come rifugio, ma come forma di conoscenza e di resistenza.


Il ricordo di Ivana Ferri

“È un po’ abusato e logoro il termine poeta”, afferma Ivana Ferri. “Ma a lei, ad Alda Merini, piaceva tanto usarlo. Ci si identificava al punto da parlare di sé in terza persona. Ascoltarla era un piacere: in lei la poesia non era sovrastruttura, era il suo modo di pensare, un filtro naturale sul mondo.”

Ferri la ricorda con affetto e gratitudine:
avvolta nelle grandi collane, il rossetto acceso, la sigaretta tra le dita, capace di spiazzare l’interlocutore con la stessa innocenza e profondità di una bambina antica.

“Ci mancano le sue poesie donate senza calcolo, e i suoi occhi che avevano attraversato il tunnel dell’Ospedale Psichiatrico e visto l’altra faccia della nostra società ‘perfetta’. Alda Merini era la poesia.”

L’autrice ricorda anche quando la poetessa, anni fa, fu ospite al Tangram Teatro per i suoi 71 anni, raccontando senza filtri la sua esperienza manicomiale, “una cicatrice indelebile sulla pelle”.


Un ritorno necessario

A distanza di anni, Ivana Ferri affida a Lucilla Giagnoni un nuovo viaggio nella vita e nei versi della Merini. Un percorso che intreccia materiali biografici e lirici di epoche diverse, restituendo una voce che continua a interrogare il presente.

Lo spettacolo non è solo un tributo, ma un invito a non dimenticare “quella pagina nera che è stato il sistema manicomiale italiano” e che la poetessa ha attraversato lasciandoci una testimonianza fragile e potentissima.

Una serata dedicata alla memoria di una donna che “era la poesia” e che, anche nella sua assenza, continua a parlarci con una forza luminosa e necessaria.

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