Dal 17 al 19 aprile, un manifesto sull’identità scritto e diretto da Francesca Esposito. Un viaggio onirico tra specchi e decolonizzazione degli archetipi tragici.
Debutta al Teatro Serra di Napoli, dal 17 al 19 aprile, “Anagnorisis”, uno spettacolo che si propone come un vero e proprio manifesto femminile sulla ricerca del sé, riletto attraverso la lente deformante e rivelatrice del mito.
Scritto e diretto da Francesca Esposito e prodotto da Teatro Nudo, il lavoro vede in scena Adriana D’Agostino e Anna Bocchino. Il titolo, dal greco anagnorisis (rivelazione), indica quell’istante folgorante in cui la realtà si mostra per ciò che è, rendendo impossibile continuare a ignorarla.
La messa in scena si muove in uno spazio astratto e frammentato, composto da superfici specchianti spezzate. In questo paesaggio mentale, le due attrici danno corpo a due parti di una stessa donna, impegnate in un processo di “riconoscimento” che passa attraverso la distruzione dei modelli ereditati.
“Come donne siamo sempre alla ricerca di una nostra identità,” spiega la drammaturga Francesca Esposito, “ma non sentendoci rappresentate dai personaggi antichi, abbiamo scelto di raccontare un’indagine sull’unità nella molteplicità”.
Lo spettacolo opera una decostruzione sistematica delle figure tragiche classiche. Non sono semplici rievocazioni, ma analisi critiche di dispositivi ancora attivi nella cultura contemporanea:
- Arianna, Medea e Ifigenia: Analizzate oltre il cliché del tradimento o del sacrificio.
- Dafne: Il corpo trasfigurato come unico modo per sottrarsi alla violenza.
- Antigone: L’emblema della disobbedienza, ma anche di un eroismo che la narrazione classica sembra concedere alle donne solo attraverso il martirio.
Il mito, in “Anagnorisis”, non è un’eco lontana ma un dispositivo di violenza simbolica ancora capace di condizionare il pensiero moderno. Lo spettacolo trasforma così il “riconoscimento tragico” in un atto di consapevolezza politica e sociale.

