Il Balletto di Milano, ambasciatore dell’eccellenza coreutica italiana nel mondo, approda in Svizzera per una tournée che promette di unire fascino cinematografico e rigore classico. Il progetto, sostenuto dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Consolato Generale d’Italia a Zurigo in collaborazione con Opera & Ballet Swiss, punta a consolidare il dialogo culturale tra i due Paesi attraverso il linguaggio universale del corpo e della musica.

Giovedì 9 aprile 2026, alle ore 19:30, il Theater 11 di Zurigo ospiterà il debutto cittadino di un’opera multimediale e sognante: “La Dolce Vita, da Nino Rota a Hans Zimmer”.

Le coreografie di Agnese Omodei Salè fondono l’eleganza del balletto con l’impatto emotivo delle colonne sonore che hanno fatto la storia del grande schermo. Il programma attraversa i decenni, partendo dalle atmosfere felliniane di Nino Rota e le melodie epiche di Ennio Morricone, fino ad arrivare alle partiture contemporanee e potenti di Hans Zimmer. Uno spettacolo pensato per emozionare non solo gli appassionati di danza, ma chiunque ami la grande musica da Oscar.

  • Dove: Theater 11, Thurgauerstrasse 7, Zurigo-Oerlikon.
  • Orario: 19:30 – 21:30.

La tournée proseguirà venerdì 10 aprile 2026 nel Canton Vallese. Alle ore 20:30, il palco del Teatro Le Baladin di Savièse si accenderà con le note di Georges Bizet per la messa in scena di “Carmen”.

Questa rilettura del Balletto di Milano esalta l’espressività drammatica e la forza del personaggio protagonista, simboli di libertà e passione. La risposta del pubblico vallesano è già vivissima, a testimonianza di quanto la tradizione del balletto italiano sia radicata e apprezzata anche al di fuori dei circuiti metropolitani tradizionali.

Questa iniziativa non è solo una serie di spettacoli, ma un tassello fondamentale della diplomazia culturale italiana. Attraverso il coordinamento del Consolato e dell’Istituto di Cultura, l’Italia esporta un modello di spettacolo dal vivo capace di innovare senza tradire le radici classiche.

“La danza e la musica rappresentano un terreno comune di dialogo tra Italia e Svizzera, capace di superare le barriere linguistiche e unire le comunità sotto il segno dell’emozione.”

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