Inaugurata a Riccione la retrospettiva al leggendario fotografo della Magnum. Un viaggio in bianco e nero tra il 1962 e il 1966 che racconta la nascita della modernità.
I volti, le piazze e le contraddizioni di un’Italia sospesa tra il ricordo della guerra e l’euforia del boom economico approdano a Villa Mussolini. È stata inaugurata ieri la mostra “Bruno Barbey. Gli italiani”, un’ampia rassegna che raccoglie circa cento scatti in bianco e nero realizzati dal celebre fotoreporter franco-marocchino tra il 1962 e il 1966.
L’esposizione, visitabile fino al 27 settembre, celebra uno dei pilastri dell’agenzia Magnum Photos, restituendo al pubblico il ritratto di un Paese in profonda trasformazione.
Il percorso espositivo non è solo una cronaca per immagini, ma il diario di un viaggio mitico. Barbey, allora studente di fotografia in Svizzera, attraversò la penisola a bordo di un Maggiolino Volkswagen, catturando frammenti di realtà che gli avrebbero aperto le porte della gloria: fu proprio il portfolio di questo viaggio a convincere i vertici della Magnum a consacrarlo tra i grandi del Novecento.
Le fotografie di Barbey evocano atmosfere profondamente cinematografiche, richiamando la sensibilità di maestri come Fellini, Visconti e Pasolini. Gli scatti sono accompagnati da un apparato testuale che intreccia l’immagine alla parola di grandi scrittori del tempo: citazioni di Italo Calvino, Alberto Moravia ed Elsa Morante guidano il visitatore in una riflessione profonda sull’identità nazionale.
Ad arricchire l’esperienza multimediale, un contributo video permette di ascoltare la voce dello stesso Barbey, offrendo una testimonianza diretta sulla genesi delle sue opere più iconiche.
La mostra propone anche un coinvolgente elemento di partecipazione: i visitatori sono invitati a portare con sé fotografie di famiglia originali degli anni Sessanta. Queste immagini andranno a comporre un “album collettivo” allestito all’interno di Villa Mussolini, creando un ponte diretto tra lo sguardo d’autore di Barbey e la memoria privata dei cittadini, in un racconto corale del Dopoguerra.
Durante la cerimonia di apertura, la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, e la vicesindaca, Sandra Villa, hanno sottolineato il valore strategico dell’iniziativa:
“Ospitare questo progetto significa condividere un’esperienza capace di intrecciare memoria e visione. Attraverso lo sguardo sensibile di Barbey, il pubblico viene accompagnato dentro un’Italia sospesa tra tradizione e modernità. Le sue immagini sono frammenti vivi di un racconto che appartiene a tutti noi”.
Con la mostra di Bruno Barbey, Villa Mussolini si conferma uno dei poli espositivi più prestigiosi dell’Adriatico, capace di coniugare il grande fotogiornalismo internazionale con la valorizzazione della storia sociale italiana.

