Secondo i dati raccolti da Federcarrozzieri, nel 2025 gli automobilisti italiani hanno affrontato un incremento dei costi nel settore automotive su più fronti. L’acquisto di auto nuove è aumentato mediamente del +1,3% per le vetture a benzina, +0,6% per le diesel e +0,4% per le ibride o elettriche, mentre il mercato dell’usato ha registrato un calo complessivo del -2,2%.

I rincari si sono estesi anche a ricambi, manutenzione e riparazioni: gli accessori sono costati in media il 2% in più, mentre gli interventi di riparazione e manutenzione hanno visto un aumento del 2,9%. Secondo il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, il settore è influenzato sia dall’aumento dei prezzi dei componenti dovuto a fattori internazionali, sia dalla crescente complessità delle auto moderne che richiedono competenze specializzate.

Altri aumenti significativi nel 2025 hanno riguardato:

  • Affitto di garage e posti auto: +1,6%
  • Parcheggi: +2,4%
  • Pedaggi autostradali: +1,3%
  • Noleggio di mezzi di trasporto e auto sharing: +5%
  • Assicurazioni: +5,3%

In compenso, i costi dei rifornimenti sono diminuiti: il gasolio -3,5%, la benzina -4,6%.

Guardando al 2026, le prospettive non sono rassicuranti: dall’1 gennaio sono già scattati aumenti dei pedaggi autostradali (+1,5%), delle accise sul gasolio e di alcune polizze assicurative. Inoltre, alcune Regioni hanno rivisto il bollo auto, con incrementi fino al +10%.

Secondo Federcarrozzieri, i fattori chiave che continueranno a influenzare i prezzi includono l’incertezza sul futuro del diesel, le normative ambientali e la crescente sofisticazione tecnologica dei veicoli, che richiede interventi specializzati e personale qualificato.

In sintesi, acquistare, assicurare e mantenere un’auto in Italia continua a essere un investimento in crescita, con aumenti generalizzati che riguardano quasi tutti gli aspetti della mobilità privata.

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