L’Italia torna protagonista nella classifica 2026 dei migliori MBA al mondo stilata dal Financial Times. Tra le prime 100 business school globali figurano infatti ESCP Business School, con il campus di Torino, e la Politecnico di Milano School of Management. Esce invece dal ranking la SDA Bocconi School of Management, che nel 2025 aveva raggiunto il quarto posto: l’assenza è legata a una soglia tecnica minima di risposte al questionario degli alumni, requisito necessario per l’inclusione in graduatoria.

La Top 30 mondiale: dominio statunitense

In vetta alla classifica 2026 si conferma la leadership delle università americane. Al primo posto il MIT Sloan School of Management, seguito da INSEAD e dalla Wharton School of the University of Pennsylvania. Nelle prime posizioni figurano anche London Business School, HEC Paris, Harvard Business School e IESE Business School.

Complessivamente, 39 delle 100 posizioni sono occupate da atenei statunitensi. Seguono 14 istituzioni britanniche, mentre nell’Unione Europea spiccano sette scuole francesi (sei nella Top 50), oltre a quattro spagnole e quattro tedesche.

ESCP cresce, Polimi rientra nella Top 100

Ottimo risultato per ESCP Business School, che sale al 22° posto globale migliorando la performance dell’anno precedente. La scuola, fondata a Parigi ma con campus anche a Torino, Berlino, Londra e Madrid, si distingue in particolare per l’“International course experience”, dove conquista il primo posto assoluto. Brilla anche nei parametri legati all’insegnamento ESG e net zero, oltre che nel rapporto qualità-prezzo.

Rientra tra le prime 100 anche la School of Management del Politecnico di Milano, che conquista la 90ª posizione, migliorando rispetto al 2024. L’MBA milanese viene premiato soprattutto per l’attenzione alla sostenibilità e per l’elevato livello di soddisfazione degli studenti, con una valutazione media di 8,5 su 10.

Come viene stilata la classifica

Il Financial Times prende in esame esclusivamente MBA full time e intervista gli ex studenti che hanno completato il percorso tre anni prima (nel caso del ranking 2026, i diplomati 2022). La graduatoria si basa su oltre 20 criteri:

  • 8 indicatori (pari al 56% del punteggio) derivano dalle risposte degli alumni;
  • 12 parametri (34%) sono forniti dalle scuole;
  • il resto è legato alla produzione scientifica e alla ricerca.

Tra gli elementi chiave figurano progressione salariale, occupabilità a tre mesi dal diploma, internazionalizzazione, sostenibilità, qualità dell’insegnamento e diversità del corpo docente. Secondo il quotidiano britannico, la totalità dei diplomati MBA trova lavoro entro tre mesi dal conseguimento del titolo.

L’Italia tra conferme e sfide

Il ranking 2026 conferma il buon posizionamento internazionale delle business school italiane, pur con l’assenza temporanea di SDA Bocconi. La presenza di ESCP e Polimi testimonia la competitività dell’offerta formativa nel campo del management e l’attenzione crescente verso sostenibilità, innovazione e apertura internazionale.

In un mercato globale sempre più selettivo, la sfida per gli atenei italiani sarà consolidare questi risultati e rafforzare ulteriormente l’attrattività internazionale, in un settore – quello degli MBA – che continua a rappresentare uno dei principali motori di mobilità professionale e leadership globale.

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