Chiara Ferragni è stata prosciolta dalle accuse nel processo abbreviato a Milano relativo ai casi del pandoro Balocco “Pink Christmas” e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, in cui era imputata per truffa aggravata insieme ad altri due coimputati. “È finito un incubo – ha commentato l’influencer –. Sono molto contenta di riprendere in mano la mia vita. Ho avuto fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”.

L’inchiesta riguardava messaggi ingannevoli diffusi sui social, con i quali Ferragni ha lasciato intendere che parte dei ricavi sarebbe andata a progetti di beneficenza.

Il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa degli utenti, trasformando il reato in truffa semplice, procedibile solo a querela di parte. La querela era decaduta dopo che l’influencer, attraverso la sua azienda e a titolo personale, ha versato risarcimenti per circa 3,4 milioni di euro, rendendo così il procedimento improcedibile.

I pubblici ministeri avevano chiesto per Ferragni una condanna a un anno e otto mesi senza attenuanti, sostenendo che l’influencer e il suo ex collaboratore Fabio Damato avessero avuto un ruolo centrale nella promozione dei prodotti, con un impatto su oltre 30 milioni di follower. Per il terzo imputato, Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, era stata chiesta una pena di un anno.

La difesa di Ferragni ha sempre sostenuto l’assenza di dolo, definendo il caso al massimo come pubblicità ingannevole dovuta a comunicazioni imprecise, già risarcite. I legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana hanno sottolineato che non c’è stata alcuna volontà di truffare i consumatori e che, sulla base degli elementi disponibili, il reato non sussiste.

Il giudice Mannucci ha quindi disposto il proscioglimento per estinzione del reato, applicando il principio del ne bis in idem: non si può essere puniti due volte per lo stesso comportamento, una volta adempiuti gli obblighi risarcitori. L’assoluzione riguarda anche i coimputati Damato e Cannillo.

Con la sentenza, si chiude uno dei procedimenti più noti legati all’attività commerciale di Chiara Ferragni, segnando la fine di anni di controversie giudiziarie e consentendo all’influencer di tornare alla propria attività professionale e personale senza vincoli legali.

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