Dal 25 al 29 marzo, il drammaturgo palermitano porta a Napoli una riflessione spietata sul rapporto tra la Sicilia, lo Stato e l’ombra di Cosa Nostra. Un processo di autoanalisi che parte dalla rimozione emotiva della strage di Capaci.

Cosa succede quando un intero popolo ricorda un trauma, ma tu sperimenti solo un vuoto? Su questo paradosso emotivo si poggia “Autoritratto”, l’ultimo lavoro di Davide Enia, in scena al Teatro San Ferdinando da mercoledì 25 marzo 2026.

Enia, una delle voci più potenti del teatro di narrazione contemporaneo, torna a scavare nella ferita aperta della storia italiana, partendo da una confessione spiazzante: la totale assenza di ricordi personali legati al 23 maggio 1992, il giorno della strage di Capaci.

La Mafia come nevrosi quotidiana

Mentre il resto d’Italia conserva un’istantanea nitida di dove si trovasse al momento dell’esplosione che uccise Giovanni Falcone, Enia analizza quel “buco nero” come una forma di difesa psicologica. Lo spettacolo non è però solo un esercizio mnemonico, ma una diagnosi di quella che l’autore definisce una “nevrosi collettiva”:

  • La minimizzazione: Il rischio di aver ridotto la mafia a folklore o banalità quotidiana.
  • La mitizzazione: L’errore opposto, che trasforma il crimine in epica, allontanandolo dalla realtà.
  • Le strutture millenarie: Un’indagine su come il pensiero mafioso si sia infiltrato nelle pratiche del quotidiano e nella coscienza condivisa.

Tra preghiera e processo

“Autoritratto” si configura come un’opera ibrida. È una tragedia moderna, ma anche un’orazione civile e un confronto diretto con le istituzioni. Enia non risparmia nessuno, arrivando a rivolgere domande direttamente a Dio in una sorta di processo metafisico che trascende il palco per farsi autoanalisi collettiva.

Il risultato è un ritratto intimo che però appartiene a tutti, una ricerca della verità che cerca di colmare quel vuoto lasciato dalla rimozione e dal dolore.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

www.viviitalia.eu
Panoramica privacy

Leggi l'informativa.