Una platea in silenzio ha accompagnato l’intervento di Donald Trump al Forum economico mondiale di Davos, concluso dopo oltre un’ora, ben oltre il tempo previsto. Al centro del discorso del presidente degli Stati Uniti, la richiesta di avviare negoziati immediati per l’acquisizione della Groenlandia, definita strategica per la sicurezza globale.

“Solo gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza mondiale con il controllo della Groenlandia”, ha affermato Trump, ricordando che Washington “ha salvato la Groenlandia e l’ha restituita alla Danimarca dopo la Seconda guerra mondiale”, accusando quindi Copenaghen di essere “ingrata”. Pur sottolineando di avere “grande rispetto per la Danimarca e per la Groenlandia”, il presidente ha ribadito che gli Stati Uniti “hanno bisogno” dell’isola, precisando tuttavia di non voler ricorrere all’uso della forza.

Nel suo intervento Trump ha rivolto critiche anche all’Europa, giudicata “non sulla giusta direzione”, e alla Nato, sostenendo che gli Stati Uniti siano stati “trattati molto male” dall’Alleanza. “Saremo con la Nato al 100%, ma non sono sicuro che loro sarebbero con noi”, ha dichiarato, ricordando come l’unica applicazione dell’articolo 5 sia avvenuta dopo l’11 settembre.

Sul piano economico, il presidente ha ribadito il ruolo degli Stati Uniti come “motore economico del pianeta”, citando una stima di crescita del 5,4%, e ha difeso l’uso dei dazi come strumento per “far pagare i Paesi che hanno danneggiato gli Usa”. Nuove critiche sono state rivolte al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, accusato di essere “in ritardo” nel taglio dei tassi.

Trump ha poi affrontato il tema della guerra in Ucraina, sostenendo che spetti all’Europa e alla Nato occuparsene e affermando che sia Vladimir Putin sia Volodymyr Zelensky sarebbero disponibili a un accordo. Ha inoltre annunciato un incontro con il presidente ucraino previsto per il giorno successivo.

Nel corso del discorso non sono mancate battute e commenti polemici, dalle politiche climatiche europee fino ai leader presenti in sala. Un intervento che ha confermato i toni diretti e conflittuali del presidente americano, lasciando Davos divisa tra attenzione e imbarazzo.

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