Da Lady Gaga a Harry Styles, un viaggio nell’arte dello styling e nella costruzione dell’identità pop. Inaugurata l’esposizione curata da Tom Eerebout che svela i segreti dietro l’immagine pubblica delle grandi icone contemporanee.
Cosa succede quando il mondo ti guarda? La risposta è racchiusa in “Exposure”, la nuova mostra inaugurata venerdì sera a Trieste nell’ITS Arcademy, museo di moda contemporanea.
Curata dal celebre stylist belga Tom Eerebout, l’esposizione trasforma le sale del museo in un red carpet dove abiti e accessori smettono di essere solo tessuti per diventare potenti strumenti di narrazione culturale.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 26 marzo 2026 fino al 3 gennaio 2027, offrendo uno sguardo inedito sul lavoro “invisibile” che definisce l’estetica del nostro tempo.
Il Red Carpet dei sogni: i pezzi forti in mostra
L’allestimento mette in scena abiti che sono entrati nell’immaginario collettivo, indossati dalle star nei momenti più iconici della loro carriera:
| Star | Capo / Accessorio | Designer |
| Nicole Kidman | Abito romantico-punk (Grammy 2011) | Jean Paul Gaultier |
| Harry Styles | Tuta audace a righe diagonali | Arturo Obegero |
| Damiano David | Top in pizzo nero trasparente | Christian Boaro |
| Beyoncé | Abito scelto per il video “Apeshit” al Louvre | Peter Pilotto |
| Lady Gaga | L’iconico ombrello a conchiglia (Shellbrella) | Accessorio cult 2013 |
L’itinerario comprende anche opere di finalisti dell’ITS Contest, a dimostrazione di come la creatività emergente diventi spesso il motore dei look più dirompenti di artisti come Madonna, Björk e Gwyneth Paltrow.
Lo stylist: tra psicologia e alchimia
Il cuore di Exposure è la figura dello stylist, descritto dalla presidente della Fondazione ITS, Barbara Franchin, come un vero e proprio “alchimista”. Non si tratta solo di scegliere un bel vestito, ma di un lavoro psicologico profondo:
“Lo stylist entra nell’intimità e capisce le fragilità e le potenzialità della star, rielaborando immagini ed emozioni per creare un’identità pubblica capace di comunicare potere simbolico.”
Dalla gestione del backstage alla messa in scena finale, la mostra indaga quel processo di image-making che trasforma una persona in un’icona mondiale.

