L’Ara Pacis ospita un viaggio immersivo nell’universo del maestro giapponese che ha incantato l’Occidente: oltre 100 opere raccontano il legame tra la tradizione dell’Ukiyo-e e l’estetica contemporanea.

La capitale si tinge dei colori del Sol Levante per omaggiare uno degli artisti più influenti della storia mondiale.

Fino al 14 giugno 2026, il Museo dell’Ara Pacis accoglie la mostra “Hokusai: dalla Grande Onda ai Manga”, un’esposizione antologica che ripercorre l’instancabile ricerca estetica di Katsushika Hokusai, il maestro che ha saputo rivoluzionare la pittura giapponese influenzando profondamente impressionisti e post-impressionisti europei.

Il percorso espositivo si snoda attraverso oltre cento capolavori, tra xilografie policrome, dipinti su rotolo e volumi illustrati. Al centro dell’attenzione non può che esserci la celebre “Grande Onda presso Kanagawa”, parte della serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji, un’immagine diventata icona globale capace di sintetizzare la forza della natura e la fragilità umana. La mostra analizza come la linea dinamica di Hokusai abbia saputo catturare l’effimero mondo fluttuante (Ukiyo-e) con una precisione tecnica senza precedenti.

Un focus particolare è dedicato ai celebri “Hokusai Manga”, i quindici volumi di schizzi e disegni che il maestro realizzò per istruire i suoi allievi. Questi taccuini, che ritraggono con ironia e realismo scene di vita quotidiana, animali, piante e figure mitologiche, sono considerati oggi i precursori del moderno fumetto giapponese. Il visitatore potrà scoprire come l’espressività dei personaggi e la scomposizione del movimento ideate da Hokusai nell’Ottocento siano ancora oggi le fondamenta del linguaggio visivo dei manga e degli anime contemporanei.

L’esposizione, curata in collaborazione con prestigiose istituzioni museali giapponesi, offre anche l’opportunità di ammirare opere raramente esposte in Italia, tra cui i raffinati Surimono, stampe augurali di lusso destinate a una ristretta cerchia di intellettuali. Attraverso video installazioni e approfondimenti didattici, la mostra all’Ara Pacis non celebra solo il passato, ma invita a riflettere sulla modernità di un artista che, a ottant’anni, scriveva di voler vivere ancora per poter finalmente imparare a disegnare davvero.

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