Venerdì 29 maggio, il laboratorio diretto da Alessandra Cutolo porta in scena il dramma dell’esilio e dell’accoglienza in una Napoli sospesa tra mito e attualità.
La tragedia greca abbandona i polverosi libri di storia per farsi carne e voce nelle strade della Napoli contemporanea. Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 19:30, il Teatro San Ferdinando ospita Ozebwa, l’ultimo capitolo del progetto “I Sud”.
Liberamente ispirato a Le Supplici di Eschilo, lo spettacolo rappresenta l’esito di un laboratorio di cittadinanza attiva che vede protagonista un gruppo di donne, in gran parte migranti. Sotto la regia di Alessandra Cutolo, il testo antico dialoga ferocemente con la realtà dei flussi migratori odierni, trasformando la scena in un tribunale della coscienza collettiva.
Dall’Argo di Eschilo alle coste del Mediterraneo
Il parallelismo tra le figlie di Danao, in fuga da un matrimonio forzato nell’antico Egitto, e le donne che oggi attraversano il mare per sfuggire a violenze e detenzioni, è il cuore pulsante di questa messa in scena.
Fuga e Libertà: Temi come il rifiuto della violenza patriarcale e l’abominio del matrimonio imposto tra consanguinei diventano ponti tra il mito e il vissuto delle interpreti.
Il Diritto d’Asilo: Il dilemma di Pelasgo, re di Argo, tra il rischio di una guerra e l’obbligo sacro dell’accoglienza, rispecchia i turbamenti delle città moderne di fronte all’ “ospite”.
Testimonianze Reali: La drammaturgia integra le memorie difensive di processi reali celebrati oggi contro giovanissimi migranti, collegando i versi di 2500 anni fa alle voci di chi ha conosciuto le carceri libiche e le onde del Mediterraneo.
