Il 24 aprile al Teatro Verdi l’atteso dittico di Edward Clug. In scena il dolore dello “Stabat Mater” e l’energia primordiale del capolavoro di Carl Orff.
Cala il sipario sulla tournée italiana della prestigiosa compagnia del Balletto di Maribor. Questa sera, alle ore 20:45, il Teatro Verdi di Pordenone ospita l’ultima tappa di un viaggio coreografico che ha già toccato Modena e Parma, portando in scena la visione contemporanea di Edward Clug, direttore della compagnia e coreografo di fama internazionale.
Il programma della serata prevede un dittico di rara potenza espressiva, capace di unire la sacralità barocca alle pulsioni ritmiche del Novecento.
Il Programma: tra sacro e profano
La serata si articola in due momenti distinti ma complementari, entrambi firmati da Clug:
- Stabat Mater: Una rilettura intensa del capolavoro di Giovanni Battista Pergolesi. La coreografia esplora il dolore di Maria durante la crocifissione, ma lo fa cercando la speranza che attraversa la partitura. Le immagini bibliche vengono traslate in una dimensione quotidiana e allegorica, rendendo universale e intimo il legame tra madre e figlio.
- Carmina Burana: Presentata in prima italiana durante questo tour, la coreografia sulle celebri musiche di Carl Orff è il momento più energico dello spettacolo. Clug si ispira ai testi del Codex Buranus per raccontare i cicli della natura e il desiderio umano. Al centro della scena, il tema della “ruota della fortuna” diventa un parallelo con la vita in continuo mutamento, evocando la forza rigeneratrice della primavera.
La visione di Edward Clug
Edward Clug riesce a infondere nuova vitalità a opere monumentali, trasformando il movimento in uno strumento di riflessione sull’esistenza. Il suo stile, sospeso tra rigore classico e fluidità contemporanea, invita il pubblico a un viaggio emotivo che affronta temi senza tempo: la speranza, l’amore e il destino.
