La stagione influenzale 2025-2026 si avvia al termine, ma l’attenzione resta alta per altri virus respiratori. Secondo i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi sette giorni sono stati registrati circa 472 mila casi di infezioni respiratorie acute, in calo rispetto ai 531 mila della settimana precedente.
Come da tradizione, i più colpiti sono i bambini sotto i 4 anni, con un’incidenza di 33 casi ogni mille abitanti, quasi quattro volte superiore alla media generale, pari a 8,6 casi per mille.
La diminuzione dei casi interessa quasi tutte le regioni, con Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Molise e Sardegna già nella fase finale della stagione. L’unica eccezione è la Basilicata, ancora alle prese con una fase ad alta intensità. In lieve calo anche gli accessi ai pronto soccorso e i ricoveri, pur con un piccolo aumento tra i più giovani.
Secondo i laboratori della rete di sorveglianza, i virus influenzali rappresentano ormai solo il 6% dei campioni analizzati. Al loro posto, risultano più diffusi il virus respiratorio sinciziale (RSV), il Rhinovirus e il Metapneumovirus.
“L’influenza è ormai alle nostre spalle – spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit – i contagi continueranno a calare fino alla fine di marzo. Tuttavia, questo non significa la fine delle infezioni respiratorie: altri virus ci accompagneranno fino alla primavera inoltrata. In particolare, il virus respiratorio sinciziale registrerà il suo picco tra marzo e aprile, causando ancora numerosi episodi di febbre e infezioni delle vie respiratorie, sia alte che basse.”
Gli esperti sottolineano quindi l’importanza di mantenere comportamenti preventivi anche nelle prossime settimane, come il lavaggio frequente delle mani, l’aerazione degli ambienti chiusi e, dove necessario, l’uso di mascherine, soprattutto per le categorie più vulnerabili.
In sintesi, la fine dell’influenza stagionale non coincide con la conclusione delle malattie respiratorie: il virus respiratorio sinciziale sarà il protagonista dei prossimi mesi, richiedendo ancora prudenza e attenzione fino alla primavera avanzata.

