La stagione influenzale 2025-2026 è iniziata prima del previsto e con grande intensità. Secondo i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, oltre 2 milioni di italiani hanno già manifestato sintomi di infezioni respiratorie tipiche dell’autunno.
Virus in crescita e varianti in circolazione
Tra i patogeni più diffusi ci sono i Rhinovirus, il Sars-CoV-2 e, in forte aumento, i virus influenzali. La nuova variante A/H3N2 (subclade K) ha anticipato la diffusione dell’influenza di circa 3-4 settimane rispetto alle stagioni passate, evidenzia l’European Centre for Disease Prevention and Control.
I bambini più piccoli risultano particolarmente vulnerabili: negli ultimi giorni oltre 25 piccoli ogni 1.000 hanno contratto infezioni respiratorie. Anche la percentuale di campioni positivi ai virus influenzali, pari all’11,2%, è significativamente superiore a quella registrata nello stesso periodo dello scorso anno.
Il monito degli specialisti
Secondo Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, la combinazione di mutazioni e nuove varianti rende il virus più “furbo”, capace di eludere sia l’immunità naturale sia quella derivante dalle vaccinazioni precedenti. “Quest’anno potremmo avere fino a 18-20 milioni di contagi, quasi un italiano su tre”, avverte.
Situazioni analoghe sono state osservate nel Regno Unito e in altri Paesi europei, dove la stagione influenzale è arrivata prima e ha provocato forte pressione sui servizi sanitari.
Vaccinazione e prevenzione
Gli esperti insistono sull’importanza della vaccinazione, soprattutto tra gli anziani e le persone più a rischio. “Ogni incremento nella copertura vaccinale riduce complicanze, ricoveri e pressione sugli ospedali”, ricorda Tecla Mastronuzzi, responsabile della Macroarea Prevenzione della Simg.
Viene inoltre raccomandata la co-somministrazione dei vaccini contro Covid-19, Pneumococco, Virus Respiratorio Sinciziale e Herpes Zoster, quando indicata. Nonostante l’Italia disponga degli strumenti necessari, secondo Valeria Fava di Cittadinanzattiva manca ancora una strategia di prevenzione unitaria, fondamentale per proteggere la popolazione e ridurre l’impatto del virus sul servizio sanitario.

