Un’altra notte da incubo a San Siro per la nazionale di calcio. L’Italia si arrende 4-1 alla Norvegia e chiude il girone di qualificazione al secondo posto, condannata ai playoff per tentare di raggiungere i Mondiali del 2026. Un risultato pesante, arrivato al termine di una partita in cui la differenza tecnica e mentale tra le due squadre è apparsa evidente, con i norvegesi che hanno confermato di attraversare il miglior momento della loro storia calcistica.
Una Norvegia straripante: non solo Haaland
La vigilia era segnata da un interrogativo: come fermare Erling Haaland? La risposta è arrivata dal campo: impossibile.
La sconfitta, però, non si spiega solo con il fuoriclasse del Manchester City. La Norvegia ha dimostrato di possedere una generazione di talento mai vista prima, con giocatori come Antonio Nusa, devastante nell’uno contro uno, e Oscar Bobb, già protagonista in Premier League e protagonista a Milano con una prestazione brillante.
La squadra di Solbakken ha mostrato organizzazione, velocità e una capacità di ribaltare il campo con cui l’Italia non è mai riuscita a tenere il passo. I numeri lo confermano: 10 tiri totali, 5 nello specchio, grande solidità difensiva e una freddezza sotto porta che ha fatto la differenza.
Italia impaurita e fragile: un passo indietro dopo cinque vittorie
Eppure i dati raccontano che l’Italia non era partita male: 11 tiri totali, 52% di possesso, tanta volontà di costruire. Dopo il primo tempo la squadra è crollata psicologicamente, lasciando spazio alle accelerazioni norvegesi che hanno fatto sprofondare il match.
La difesa è apparsa lenta e in affanno, il centrocampo incapace di contenere le ripartenze avversarie e l’attacco poco incisivo. Anche il gol non è bastato a scuotere un gruppo che sembra ancora troppo fragile nei momenti decisivi.
Gattuso: “Chiediamo scusa ai tifosi”
A fine partita, Gennaro Gattuso non si è nascosto. Il ct ha parlato con lucidità e responsabilità: “Chiediamo scusa ai tifosi. Non siamo calati fisicamente ma abbiamo lasciato troppo campo a loro che, in questo momento storico, sono fenomenali.”
Una frase che fotografa la realtà: la Norvegia è una nazionale in piena ascesa, completa, moderna, fisica e con individualità di livello mondiale. L’Italia, al contrario, sembra ancora lontana da una dimensione internazionale stabile.
Classifica impietosa: Norvegia a punteggio pieno
Il girone si chiude con una Norvegia dominante: 8 vittorie su 8, 37 gol fatti e solo 5 subiti.
L’Italia resta a 18 punti, con 6 vittorie e 2 sconfitte, un ruolino positivo che però non basta con le nuove regole FIFA e con un gruppo così competitivo.
Ora la strada più complicata: i playoff
Come già accaduto per l’Europeo del 2020 e per il Mondiale del 2022, la qualificazione azzurra si deciderà ai playoff. A marzo l’Italia dovrà disputare una semifinale secca e, in caso di vittoria, una finale, entrambe dentro o fuori. Una formula che non perdona errori e che mette i brividi, considerando i precedenti dolorosi.
La Nazionale deve voltare pagina subito: ritrovare solidità, spirito e fiducia sarà fondamentale per non rischiare un altro disastro sportivo, dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali del 2018 e del 2022.
L’Italia si gioca tutto in due partite
Il tempo per rimediare c’è, ma è poco. Gattuso dovrà lavorare su convinzione, compattezza e capacità di reggere la pressione. La Norvegia ha mostrato quanto sia alto oggi il livello internazionale: per tornare ai Mondiali, l’Italia dovrà dimostrare di essere all’altezza.
La speranza è che la lezione di San Siro non sia inutile. Il Mondiale del 2026 è ancora alla portata, ma solo se l’Italia saprà rialzarsi in fretta. La strada, da oggi, passa tutta dai playoff.

