Inaugura allo Spazio Gerra “Canterò soltanto il tempo”. Un percorso multimediale attraverso nove canzoni per raccontare il “Maestrone” oltre la musica.

Non è solo una mostra, è il distillato di un dialogo durato due anni. Francesco Guccini, il “Maestrone” di Pavana, approda allo Spazio Gerra di Reggio Emilia con il progetto espositivo “Canterò soltanto il tempo”, visitabile fino al prossimo 18 ottobre. Il titolo, preso in prestito da un verso del brano Il tema del 1970, racchiude l’essenza stessa della sua poetica: l’ossessione benevola per la memoria, lo scorrere degli anni e il potere salvifico della parola.

Realizzata da Ics-Innovazione Cultura Società con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, l’esposizione è il risultato di una serie di incontri privati tra Guccini e i curatori Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri. In questi appuntamenti, l’artista ha aperto lo scrigno dei ricordi, trasformando aneddoti e riflessioni in un percorso che va ben oltre la semplice celebrazione discografica.

Quattro piani di storie e visioni

L’allestimento si snoda lungo i 350 metri quadrati della struttura reggiana, organizzato in nove nuclei tematici ispirati ad altrettante canzoni iconiche. Lungo i quattro piani dello Spazio Gerra, il visitatore non troverà solo polvere di archivio, ma un dialogo vivo tra passato e presente:

  • Materiali inediti: Fotografie, oggetti originali e documenti che tracciano la biografia intellettuale di Guccini.
  • Nuovi linguaggi: Le canzoni prendono vita attraverso le opere di illustratori e fotografi contemporanei, create appositamente per connettersi ai testi e alle fonti di ispirazione del cantautore, dalla letteratura alla cultura popolare.
  • Oltre la musica: La mostra esplora il Guccini scrittore, l’appassionato di storia e l’intellettuale radicato nel territorio, restituendo una figura complessa e sfaccettata.

Il progetto non si esaurirà tra le mura dello spazio espositivo: è infatti prevista la pubblicazione di un volume dedicato, concepito come un’opera autonoma capace di approfondire ulteriormente l’intreccio tra la vita dell’autore e i suoi oggetti-simbolo.

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