Nella sede di Aias di Gaglianico, nel Biellese, ha preso il via “CucinAbile”, un progetto che mette al centro la cucina come strumento di crescita personale e autonomia per persone con disabilità. L’iniziativa è promossa dalla sezione Aias di Biella e del Biellese, con l’obiettivo di potenziare le competenze pratiche e la capacità di gestire attività quotidiane come la preparazione dei pasti; un’esperienza formativa che si estenderà per un periodo di due mesi.

Per ogni ragazzo iscritto è previsto l’affiancamento di un assistente — professionista o volontario — che seguirà passo dopo passo le dinamiche del corso, aiutando nei momenti più delicati e promuovendo un apprendimento progressivo. Alla guida delle lezioni c’è lo chef Paolo Pagani, volontario della sezione Aias, che, supportato da un’équipe di altri volontari, accompagnerà i partecipanti attraverso ricette sempre più complesse per sviluppare abilità culinarie ma soprattutto l’autonomia personale.

Il progetto non si limita alla semplice cucina: è parte integrante del più ampio “progetto di vita” pensato per i ragazzi coinvolti e mira a rafforzare l’autostima, la fiducia nelle proprie capacità e la possibilità di essere più indipendenti anche nel contesto familiare. Le attività prevedono l’uso di schede semplificate per ogni ricetta e la consegna di un kit personale comprensivo di grembiule, cappello e utensili da cucina, così da rendere ogni partecipante pienamente protagonista del proprio percorso.

Durante il corso si sperimenteranno preparazioni di vario tipo — dalla pizza ai dolci fino ad altre specialità della cucina italiana — con difficoltà di esecuzione via via crescenti. L’approccio educativo si basa sulla pratica diretta, sull’esperienza e sul confronto, strumenti fondamentali per accrescere competenze utili nella vita di tutti i giorni.

Claudia Sella, presidente della sezione Aias di Biella, ha sottolineato come “CucinAbile” sia nato per favorire l’autonomia dei ragazzi sulle attività quotidiane più semplici, a partire dalla preparazione dei propri pasti: una competenza che non solo promuove libertà personale, ma contribuisce a migliorare qualità della vita e inclusione sociale. Accanto a lei, la psicologa Stefania Borghesi ha collaborato all’organizzazione del progetto, evidenziando l’importanza di un percorso educativo strutturato e adeguato alle esigenze di ciascun partecipante.

In un’epoca in cui l’autonomia personale è sempre più al centro di programmi educativi e sociali, “CucinAbile” rappresenta un esempio virtuoso di come la cucina possa trasformarsi da semplice luogo di preparazione dei pasti a officina di inclusione, apprendimento e relazione, dove ogni ricetta si traduce in una conquista personale.

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