L’Italia vince ma non sorride. A Chisinau gli azzurri battono la Moldavia 2-0 grazie alle reti di Gianluca Mancini e Pio Esposito, conquistando la quinta vittoria consecutiva nel girone di qualificazione ai Mondiali 2026. Un risultato netto, costruito con ordine e senza correre rischi ma che non basta: la contemporanea vittoria della Norvegia contro l’Estonia costringe la Nazionale allo spareggio di marzo.
Domenica 16 novembre a Milano, proprio contro i norvegesi, andrà in scena l’ultima partita del girone. Una sfida che servirà solo a migliorare l’umore e l’autostima della squadra, perché la classifica ormai è scritta: l’Italia dovrà passare dalle semifinali playoff del 26 marzo e, in caso di successo, dalla finale del 31 marzo per evitare l’incubo dell’eliminazione.
La partita: ordinata, concreta, ma senza sussulti

La gara in Moldavia non ha regalato grandi emozioni, ma l’Italia ha fatto esattamente ciò che doveva fare: vincere. Il primo tempo ha visto una squadra poco brillante ma sempre in controllo. Poi, al 43’, il colpo di testa di Mancini ha sbloccato il match.
Nella ripresa, dopo i cambi decisi da Gattuso, è arrivato il raddoppio: Pio Esposito, entrato da pochi minuti, ha chiuso la partita al 47’. Tra i migliori, proprio Mancini e Esposito, mentre Scamacca, Zaccagni e Raspadori non hanno inciso come ci si aspettava.
Gattuso furioso dopo i fischi: “Dire ai ragazzi ‘andate a lavorare’ è una vergogna”
Se la partita è stata lineare, il dopo gara non lo è stato affatto. Gennaro Gattuso è esploso ai microfoni della Rai, irritato dai cori di contestazione provenuti dal settore ospiti e da alcune critiche arrivate nelle ore precedenti. Le sue parole lasciano il segno: “Che vuol dire che non è stata la migliore Italia? Io sono soddisfatto. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Siamo venuti in trasferta, abbiamo cambiato 11 giocatori e loro non hanno mai tirato in porta.”
Il ct ha poi attaccato una parte dei tifosi: “Sentire ‘andate a lavorare’ è una vergogna. La squadra sta combattendo. Venire fuori casa e sentire 500 tifosi che contestano non lo accetto.” Poi il passaggio più polemico: “Non ci qualifichiamo malgrado 6 vittorie nel girone? Chiedetelo a chi fa i gironi e le regole.
Nel 1994 c’erano due squadre africane ai Mondiali, oggi sono otto. Non è una polemica… ma le regole sono cambiate.”
E ancora: “Ai miei tempi la migliore seconda andava direttamente al Mondiale.
Oggi con 18 punti devi giocarti tutto ai playoff.” Parole che fotografano una tensione crescente, frutto di un girone anomalo, con criteri nuovi e una qualificazione diretta che sfugge agli azzurri nonostante un ruolino di marcia in linea con le grandi nazionali europee.
Ora la Norvegia, poi i playoff: un bivio per il cammino mondiale
L’Italia si presenterà domenica all’Olimpico con l’obiettivo minimo di chiudere bene il girone e recuperare fiducia. La Norvegia, già qualificata da prima, sarà un avversario di livello e servirà una prestazione convincente.
Poi, a marzo, arriverà la verità con due partite dentro o fuori. Due finali nel giro di cinque giorni per l’obiettivo minimo di una Nazionale che, ancora una volta, si ritrova a giocarsi tutto nei playoff. Stavolta non sono ammessi errori perchè non partecipare al terzo mondiale di seguito sarebbe una sciagura sportiva.
