Sarà Paolo Fresu a suonare per l’ultimo saluto a Ornella Vanoni, così come la cantante aveva chiesto con la sua ironia elegante e un tocco di malinconia. Milano si prepara alla giornata di lutto, con la camera ardente allestita al Piccolo Teatro, luogo simbolico della sua storia artistica e umana.
Il legame tra Vanoni e Fresu era fatto di stima reciproca, complicità musicale e un rispetto profondo nato molti anni fa. In una delle tappe del suo tour del 2024, sulle note di Perduto, quella complicità aveva raggiunto uno dei momenti più intensi, con la voce di Ornella adagiata sulla tromba di Fresu in una performance ricordata come una delle più emozionanti della sua carriera recente.
Un desiderio espresso con anticipo
Non fu un capriccio pensato all’ultimo: già nel 2019 Ornella aveva confessato a Fresu l’idea di voler essere accompagnata, nel giorno dell’addio, proprio dal suo jazz. Una richiesta arrivata in una telefonata mattutina, mentre il musicista era a Bologna dopo aver accompagnato il figlio a scuola: un ricordo che Fresu ha rievocato con dolcezza, sottolineando quanto quel momento lo avesse colpito.
Tre anni fa, poi, Vanoni lo aveva detto anche in televisione, anticipando con la sua consueta ironia desideri e dettagli del proprio funerale: l’abito Dior, la musica, la leggerezza con cui affrontava persino la morte.
“Ornella negli ultimi anni aveva capito quanto fosse importante parlare ai giovani”, ha ricordato Fresu. “Il giorno della sua laurea Honoris causa c’erano centinaia di ragazzi ad aspettarla”. Un affetto trasversale, specchio di una carriera che ha attraversato mode, generazioni e stili musicali senza mai perdere autenticità.
La lettera: “Ornella è l’emozione della vita”
Nelle ore che precedono il funerale, Paolo Fresu ha affidato a una lunga lettera i suoi pensieri. Parole che nascono da una pagina Word aperta in una mattina di novembre, nell’incertezza su cosa dire e nella consapevolezza che descrivere Ornella sia quasi impossibile.
Il musicista riparte dal loro primo incontro, al Tangram di Milano nei primi anni Novanta, e dal filo di trent’anni di collaborazione: risate, lacrime, canzoni, palchi condivisi. Per Fresu, Vanoni era “l’emozione della vita”, una donna capace di trasformare la solitudine in arte, e la passione in un linguaggio universale. Una personalità sfuggente, insofferente all’ovvio, che ha fatto del palcoscenico la sua vera casa.
La lettera contiene anche alcuni ricordi privati: le telefonate settimanali, il saluto inconfondibile, la fragilità prima del palco che si trasformava in forza da “leonessa” appena iniziava il concerto. Un ritratto intimo, che testimonia un’amicizia profonda oltre la musica.
Una vita innamorata del jazz
Il rapporto di Ornella con il jazz è stato costante e profondo. Conosceva e amava il repertorio del Great American Songbook e guardava con affinità a Billie Holiday. Nel corso della sua carriera ha collaborato con generazioni di jazzisti, da Gerry Mulligan — con cui ha inciso e suonato più volte — ai grandi nomi internazionali che parteciparono alla realizzazione di Ornella &…, l’album registrato a New York nel 1986 con artisti come Herbie Hancock, George Benson, Gil Evans, i fratelli Brecker, Steve Gadd, Ron Carter.
Un amore reciproco, condiviso da musicisti, direttori d’orchestra e colleghi che hanno accompagnato il suo percorso, rendendo il suo rapporto con il jazz una delle cifre stilistiche più affascinanti della sua carriera.
“Dedicatemi un’aiuola”
Tra ironia e lucidità, la Vanoni aveva sempre parlato della memoria come di qualcosa da celebrare da vivi. Nel 2024, in occasione dei suoi novant’anni, aveva chiesto al sindaco di Milano un’aiuola da curare personalmente: “Mi dedichi un’aiuola in centro. La voglio da viva”.
E nel salotto televisivo di Fabio Fazio aveva ribadito il suo spirito libero: un funerale semplice, una bara economica, la cremazione, le ceneri sparse in mare — forse a Venezia — e la musica di Fresu come unico vero rito.
Ora Milano si prepara ad accompagnarla davvero sulle note del jazz che tanto amava, mentre l’Italia saluta una delle voci più iconiche e irriverenti della sua storia musicale. Un addio tenero e elegante, proprio come lei.

