Sono 105 gli emendamenti alla Manovra 2026 dichiarati inammissibili dalla presidenza della commissione Bilancio del Senato. Tra le proposte escluse figurano interventi su Mes, detassazione dei contratti, Piano Casa e misure pensionistiche.

Alcuni emendamenti dichiarati inammissibili

  • Mes: l’emendamento della Lega che prevedeva di finanziare riduzioni fiscali con la cessione di quote del Mes (5 miliardi annui 2026-2028) è stato dichiarato non ammissibile per mancanza di copertura. Il senatore Claudio Borghi valuta una riformulazione.
  • Detassazione dei contratti: saltato l’emendamento di FdI che estendeva l’agevolazione fiscale ai rinnovi contrattuali con imposta sostitutiva del 5% fino a 28.000 euro e 10% fino a 35.000 euro, anche retroattivamente al 2024, per assenza di copertura.
  • Condoni edilizi: bocciato l’emendamento di FdI che obbligava i Comuni a rilasciare titoli abilitativi in sanatoria entro il 31 marzo 2026. Restano valide 4 modifiche sui condoni, comprese quelle sulle sanzioni.
  • Opzione Donna: inammissibile l’emendamento di FdI che prorogava l’accesso alla pensione anticipata fino al 31 dicembre 2025, per mancanza di copertura. È in corso la ricerca di soluzioni alternative.
  • Responsabilità civile dei medici: respinta la proposta della senatrice Micaela Biancofiore che spostava la responsabilità dai datori di lavoro ai medici.
  • Compensi manager pubblici: bocciata l’iniziativa di Lega e FI per escludere dai tetti salariali della P.A. i compensi dei manager delle società quotate a controllo pubblico. L’emendamento è stato giudicato estraneo per materia.
  • Piano Casa: dichiarato inammissibile l’emendamento della Lega che ristrutturava il Piano Casa con priorità per giovani, coppie e anziani, stanziando 877 milioni fino al 2030, a causa della mancanza di copertura.
  • Orchestra Scarlatti: escluso il contributo di 1 milione annuo per il triennio 2026-2028 destinato alla Nuova Orchestra Alessandro Scarlatti di Napoli.

Vertice di maggioranza e intese parziali

Ieri la maggioranza si è riunita a Palazzo Chigi per discutere i nodi ancora aperti. L’incontro, durato oltre due ore, ha portato a intese su affitti brevi, esenzione Isee sulla prima casa e dividendi. Confermata l’aliquota al 21% per la prima casa e ridotta la soglia da 5 a 3 immobili per scattare come attività d’impresa. Rimane aperta la questione delle coperture per altre misure.

Il nodo delle banche

Il ministero dell’Economia dovrà valutare le coperture, tra cui un possibile prelievo aggiuntivo dello 0,5% sulle banche, stimato intorno ai 200 milioni. L’obiettivo è colpire solo le grandi banche, ma restano dubbi sull’efficacia della soglia prevista (circa 90 mila euro), che potrebbe coinvolgere anche gli istituti piccoli e medi.


Il quadro della Manovra 2026 resta quindi complesso, con molti emendamenti esclusi e la maggioranza impegnata a trovare le coperture necessarie per garantire equilibrio tra interventi e vincoli di bilancio.

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