L’autrice di “Sinfonia” inaugura una nuova stagione per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. È la prima donna a ricevere il prestigioso riconoscimento dalla direzione Mazzantini.

Il 2026 della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma parlerà il linguaggio della luce e della collettività. È Marinella Senatore la figura scelta come protagonista assoluta dell’anno, un annuncio che segna un momento storico: è infatti la prima artista donna a essere insignita del titolo di “Artista alla Gnamc” da quando l’iniziativa è stata lanciata dalla direttrice Renata Cristina Mazzantini.

L’opera di Senatore, nota a livello internazionale per la sua capacità di trasformare l’arte in un’esperienza sociale e partecipativa, prenderà possesso degli spazi della Galleria, portando nella Capitale quella fusione tra folklore, attivismo e installazioni luminose che l’ha resa celebre in tutto il mondo.

Chi è Marinella Senatore: l’arte come “Scuola Narrativa”

Nata a Cava de’ Tirreni nel 1977, Marinella Senatore ha costruito la sua carriera abbattendo la barriera tra autore e pubblico. La sua ricerca si fonda sull’estetica della resistenza e sul coinvolgimento delle comunità locali.

Il suo lavoro alla GNAM si concentrerà sui pilastri che definiscono la sua poetica:

  • Le Luminarie: Grandi architetture di luce ispirate alla tradizione del Sud Italia, che non sono semplici decorazioni ma spazi di aggregazione politica e poetica.
  • The School of Narrative Dance: Il suo progetto nomade di scuola di danza gratuita e non gerarchica, che potrebbe vedere nuove attivazioni proprio tra i corridoi e i giardini della Galleria.
  • La Partecipazione: Un’arte che non si guarda soltanto, ma che si costruisce insieme ai cittadini, rendendo ogni visitatore parte integrante del processo creativo.

Un nuovo corso per la Galleria Nazionale

La scelta di Marinella Senatore riflette la visione della direttrice Mazzantini, orientata a una GNAM sempre più aperta, dinamica e inclusiva. Portare l’arte partecipativa di Senatore nel cuore di un’istituzione museale storica significa rimettere al centro il dialogo con il territorio e la funzione sociale del museo contemporaneo.

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