I dati Istat confermano il trend: nel 2025 i prezzi sono lievitati del 4%. Milano (+6,3%) e Roma (+5,0%) restano le regine inavvicinabili del caro-mattone, mentre il mercato dell’usato corre più del nuovo. Ecco cosa è successo nell’ultimo weekend di trattative.

Comprare casa in Italia sta diventando una sfida di resistenza economica. I dati definitivi dell’Istat sul 2025, analizzati in questi giorni di metà marzo 2026, tracciano un quadro netto: i prezzi delle abitazioni sono cresciuti in media del 4% nell’arco di dodici mesi, trascinando un’eredità pesante (+1,6%) sull’anno in corso.

Nonostante i timidi tagli ai tassi della BCE, il mercato immobiliare si trova in una fase paradossale: i prezzi salgono, spinti soprattutto dalle abitazioni esistenti, ma il volume delle compravendite segna il passo, con una crescita che si è quasi azzerata nell’ultimo trimestre (+0,4%).

Milano e Roma: le città “proibitive”

La geografia del rincaro vede un’Italia a due velocità, con le grandi metropoli che continuano a correre più forte della media nazionale:

  • Milano: Si conferma la città più costosa con un balzo record del +6,3%. Il capoluogo lombardo resta un mercato a sé stante, dove la domanda continua a superare l’offerta nonostante i prezzi stellari.
  • Roma: Non resta a guardare e segna un +5,0%, confermandosi la seconda piazza più onerosa per le famiglie italiane.
  • Torino: Pur restando più accessibile, accelera il passo toccando un +3,6%, segnale di un risveglio del mercato anche all’ombra della Mole.

Il boom dell’usato contro il rallentamento del nuovo

Il dato più sorprendente riguarda la tipologia di immobili. Le abitazioni già esistenti hanno registrato un’impennata del 5,2% nell’ultimo trimestre del 2025. Al contrario, le case di nuova costruzione hanno subito una brusca frenata, scendendo a un -1,2% di variazione tendenziale.

Questo fenomeno è dovuto in gran parte all’esaurimento dei bonus edilizi e all’aumento dei costi di costruzione che ha rallentato i cantieri, spostando l’interesse degli acquirenti su immobili pronti all’uso, nonostante i costi di ristrutturazione ancora elevati.

La mappa dei rincari: il Nord-Est in testa

A livello territoriale, è il Nord-Est a guidare la classifica dei rincari geografici con un +4,7%, seguito da vicino dalle altre aree settentrionali. Più contenuta, ma comunque costante, la crescita nel Sud e nelle Isole, dove l’indice si ferma al +3,0%.


Cosa aspettarsi per i prossimi mesi del 2026?

Gli esperti del settore, analizzando le dinamiche di questo primo trimestre 2026, suggeriscono cautela:

  1. Mutui: Nonostante il calo dei tassi ufficiali, il Taeg reale resta ancora alto, limitando il potere d’acquisto delle giovani coppie.
  2. Effetto trascinamento: L’aumento dei prezzi del 2025 garantisce già una base di crescita per tutto il 2026.
  3. Investimenti: Il mattone torna a essere percepito come bene rifugio contro l’inflazione, specialmente nelle città d’arte e universitarie.

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