Inaugura sabato la ventiseiesima edizione della manifestazione che trasforma il parco storico in un giardino incantato. Tra le novità del 2026, la mostra “Solofiori” e iniziative benefiche curate dalla Fondazione Specchio dei Tempi.
Il conto alla rovescia è quasi terminato. Tra tre giorni, sabato 28 marzo, il Castello di Pralormo riaprirà i cancelli per Messer Tulipano, l’evento che da oltre un quarto di secolo celebra la primavera piemontese.
La manifestazione, presentata ufficialmente il 20 marzo a Torino, proseguirà fino a domenica 26 aprile.
“Messer Tulipano è una grande occasione di promozione del territorio,” ha dichiarato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, sottolineando il valore di un evento che coniuga natura, storia e sviluppo locale.
Il parco: un trionfo di colori e varietà rare
Il progetto botanico si sviluppa nel parco progettato da Xavier Kurten, dove tra gli alberi secolari fioriranno oltre 130.000 tulipani. Tra le varietà più attese:
- Queen of the Night: il leggendario tulipano nero;
- Princess Elizabeth: la preziosa varietà dedicata alla Regina d’Inghilterra.
Le novità dell’edizione 2026
Quest’anno l’offerta culturale si arricchisce con la mostra “Solofiori”, allestita nell’Orangerie del Castello e curata dalla storica dell’arte Marcella Pralormo. L’esposizione raccoglie:
- Dipinti, carnet di viaggio e sculture a tema floreale.
- Opere di artisti contemporanei.
Sul fronte della solidarietà, la Fondazione Specchio dei Tempi organizzerà un’asta benefica con un pezzo unico: l’originale borsa-innaffiatoio della contessa Consolata Soleri Beraudo di Pralormo.
Esperienze per famiglie e visitatori
Il castello offre un palinsesto di attività per vivere il territorio a 360 gradi:
- Per i bambini: Il “viale degli uccellini” nel bosco, dove la natura si scopre attraverso le fiabe della biblioteca storica;
- Food & Shopping: Un’area dedicata alle eccellenze gastronomiche e all’artigianato locale;
- Relax: Possibilità di picnic sotto i ciliegi giapponesi e partecipazione a numerosi laboratori tematici.

