In occasione del periodo di Quaresima e Pasqua 2026, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano ospita dal 19 febbraio al 17 maggio 2026 la celebre Crocifissione di Hans Memling, uno dei capolavori del Rinascimento fiammingo databile tra il 1467 e il 1470, proveniente dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.
La mostra, intitolata HANS MEMLING. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro, è curata da Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi e propone un percorso artistico in cui l’opera storica diventa il punto di partenza per un confronto con quattro voci dell’arte contemporanea: Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli.
Un dialogo tra passato e presente
Al centro dell’esposizione c’è il celebre pannello centrale di un trittico commissionato dall’abate cistercense Jan Crabbe per l’Abbazia delle Dune nei pressi di Bruges: la scena raffigura Cristo crocifisso tra figure sacre e personaggi simbolici, con una composizione ricca di dettagli e una resa cromatica tipica della pittura fiamminga.
La mostra sviluppa un dialogo tra l’immagine sacra di Memling e le opere dei quattro artisti invitati, ognuno dei quali si confronta con dettagli compositivi, iconografici e cromatici dell’opera e li rilegge in chiave contemporanea. Così, ad esempio, il lavoro di Julia Krahn si concentra sulla figura di Maria attraverso un dittico fotografico, mentre Danilo Sciorilli propone un trittico video ispirato ai propri temi.
Un percorso di riflessione e approfondimento
L’allestimento non si limita alla mera esposizione del dipinto, ma offre ai visitatori apparati didattici, video, musiche e approfondimenti per invitare a una contemplazione lenta e meditativa dell’opera, sottolineando la sua potenza emotiva e spirituale anche nel contesto odierno.
Alcuni appuntamenti affiancati alla mostra includono visite guidate e conferenze per approfondire aspetti storici, iconografici e teologici legati al capolavoro.
Informazioni pratiche
La mostra si svolge nelle sale del Museo Diocesano, Piazza Sant’Eustorgio 3, ed è visitabile fino al 17 maggio 2026. È un’occasione per ammirare uno dei tesori della pittura fiamminga nel cuore di Milano e scoprire come l’arte del passato possa ispirare e dialogare con espressioni artistiche contemporanee.

