Dopo la consueta residenza a Casa Santa Marta scelta da papa Francesco, papa Leone XIV si prepara a trasferirsi nel Palazzo Apostolico Vaticano con una soluzione abitativa fuori dalle consuetudini: non nell’appartamento pontificio tradizionale ma in una mansarda sottotetto, nota in Vaticano come i “soffittoni”, collocata tra la terza loggia e il tetto della storica residenza papale.

I lavori di ristrutturazione degli spazi sono quasi ultimati e il trasferimento, atteso da settimane, è considerato imminente. In passato questi locali erano utilizzati per ospitare i segretari dei papi; questa volta saranno la nuova casa di Leone XIV e di due dei suoi segretari particolari, don Edgar Rimaycuna e don Marco Billeri.

La scelta di abitare nei “soffittoni” riflette anche il carattere riservato e pragmatico del pontefice, e si distingue dalla storica tradizione che vedeva i papi nella sontuosa residenza ufficiale affacciata su Piazza San Pietro, pur mantenendo l’abitazione all’interno dello stesso Palazzo Apostolico.

Una dimora sobria con palestra

Secondo quanto riferito da fonti vaticane e dalla stampa, la nuova residenza è stata allestita in modo sobrio, con arredi essenziali e spazi funzionali piuttosto che lussuosi. Tra le dotazioni, spicca una palestra privata, scelta in linea con l’abitudine del Papa di mantenersi attivo e con il suo interesse per l’attività fisica e il benessere. La palestra è collocata in una parte del sottotetto che si affaccia verso il torrione dello IOR, mentre la zona notte è dislocata in altra area, senza affacci diretti sulla piazza per motivi di sicurezza e riservatezza.

Gli spazi includono anche una cucina essenziale e camere di servizio, oltre a una piccola cappella per la preghiera personale, mentre il cosiddetto “piano nobile” del Palazzo Apostolico — tradizionalmente destinato alle udienze e ai ricevimenti — dovrebbe restare riservato alle attività pubbliche del Pontefice.

Dietro la scelta

La decisione di vivere in una mansarda non è stata commentata ufficialmente dal Papa, ma è letta come parte di una visione di sobrietà e di distanza dalle consuetudini più formali, in continuità con alcune scelte di semplicità già adottate dal suo predecessore. Anche per questo la residenza, pur trovandosi nel cuore del Vaticano, rimane più discreta e funzionale rispetto all’appartamento papale tradizionale.

Il trasferimento di Leone XIV segna così un nuovo capitolo nella gestione quotidiana della casa pontificia, con un equilibrio tra tradizione vaticana e usi personali del nuovo Pontefice.

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