Il caffè, rito quotidiano irrinunciabile per milioni di italiani, è finito simbolicamente sul banco degli imputati a Milano. Con circa 35 miliardi di tazzine consumate ogni anno in Italia, la bevanda più amata del Paese è stata sottoposta a un insolito “processo” pubblico, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Milano, per fare chiarezza su rischi e benefici per la salute.
Il verdetto è stato chiaro: caffè assolto, ma con la condizionale. Secondo quanto emerso dal dibattimento, il consumo non è dannoso purché non si superino le tre tazzine di caffè italiano al giorno, con indicazioni di particolare prudenza per alcune categorie di persone e un divieto netto per bambini e adolescenti.
Il “dibattimento” e il verdetto
A presiedere il processo è stato il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, affiancato dal pubblico ministero Tiziana Siciliano, dagli avvocati della difesa e da un ampio parterre di esperti del mondo medico-scientifico. Al termine, la Corte ha stabilito l’assoluzione dell’imputato richiamando l’articolo 530, comma 2, del Codice di procedura penale: la responsabilità del caffè come “pericolo per la salute pubblica” non è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio.
Nelle motivazioni, tuttavia, è stata sottolineata la necessità di una lettura non semplificata del tema, distinguendo tra caffè e caffeina e ribadendo che il consumo deve restare moderato e consapevole.
Chi deve fare attenzione
Gli esperti hanno ribadito che il caffè non è una bevanda neutra: la caffeina è una sostanza psicoattiva e, in soggetti vulnerabili, può accentuare disturbi come ipertensione, palpitazioni, insonnia, ansia e problemi del sonno. Per questo motivo, sono raccomandate cautele specifiche per:
- persone con patologie cardiovascolari o neurologiche;
- soggetti con disturbi del sonno;
- donne in gravidanza, per le quali le società scientifiche suggeriscono un’assunzione molto limitata;
- bambini e adolescenti, per i quali il consumo è sconsigliato.
Attenzione anche agli effetti collaterali sul cavo orale: il caffè può favorire pigmentazione dentale e influire sul microbiota orale e sui tessuti parodontali.
La difesa: “Può avere anche effetti benefici”
Nel corso del processo è emersa anche la posizione della difesa, supportata da studi scientifici internazionali. Secondo diversi esperti, un consumo moderato negli adulti sani è associato a minore rischio di diabete di tipo 2, ictus, depressione e mortalità generale, con possibili benefici anche per fegato, funzioni cognitive e qualità della vita.
Non tutti, però, concordano sulle quantità: se alcune ricerche indicano benefici fino a 4–5 tazzine al giorno, il “tribunale” ha scelto una linea prudenziale, fissando la soglia consigliata a non oltre tre caffè al giorno.
Un processo per informare
L’iniziativa rientra in una tradizione ormai consolidata dell’Ordine dei Medici di Milano, che negli anni ha “processato” simbolicamente anche latte, zucchero, carne rossa, sale e vino, con l’obiettivo di offrire al pubblico informazioni chiare e basate sulle evidenze scientifiche.
Il messaggio finale è semplice: il caffè non è un nemico, ma va consumato con misura e consapevolezza, ricordando che salute e stile di vita dipendono sempre dall’equilibrio.

