Lo scontro sul referendum della giustizia si intensifica. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha criticato i membri togati del Consiglio Superiore della Magistratura, sostenendo che le correnti della magistratura abbiano creato “un sistema paramafioso”. Le dichiarazioni hanno suscitato reazioni immediate di opposizioni, magistratura associata e comitati civici.


Ministero della Giustizia e Anm

Il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi ha inviato una nota al presidente dell’ANM, Cesare Parodi, segnalando un possibile conflitto tra magistrati iscritti all’Anm e privati sostenitori del “Comitato Giusto dire No”, ipotizzando un “finanziamento indiretto” dell’Associazione. Il ministero ha invitato l’Anm a valutare la trasparenza dei contributi ricevuti dal Comitato da cittadini privati.

La replica di Parodi è stata netta: il Comitato è un soggetto autonomo e pubblicare dati di privati cittadini violerebbe la privacy. “Sul sito del Comitato – ha spiegato – ogni informazione, compreso lo Statuto, è trasparente. Non posso fornire dati ulteriori che non possiedo”.


Le dichiarazioni di Nordio

Nordio ha definito il Csm una “consorteria autoreferenziale” e ha affermato: “Il sorteggio rompe il meccanismo ‘paramafioso’ e il mercato delle vacche”. Sulla scia delle critiche, il ministro ha difeso le proprie dichiarazioni, citando le affermazioni del pm Nino Di Matteo del 2019, relative a degenerazioni nel sistema di autogoverno della magistratura.

Di Matteo ha replicato chiarendo che la riforma costituzionale in discussione aggraverebbe i rischi di controllo politico sul Csm, aumentando le possibilità di ingerenza sulle toghe e compromettendo la tutela dei diritti dei cittadini.


Polemiche politiche e istituzionali

Le opposizioni, da Elly Schlein a Giuseppe Conte, passando per Bonelli, Fratoianni e Calenda, hanno criticato Nordio definendo le sue parole “offensive” verso la magistratura e “irresponsabili”. L’Anm ha sottolineato come le dichiarazioni offendano la memoria di magistrati uccisi dalle mafie, come Borsellino e Falcone, e mortifichino il lavoro quotidiano degli operatori della giustizia.

Dal centrodestra, Galeazzo Bignami ha difeso Nordio, mentre altri esponenti di partito hanno invitato a raffreddare i toni. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato alla centralità dei contenuti della riforma, non della polemica.


Gratteri e il Comitato No

Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, ha ribadito la necessità di concentrare il dibattito sul merito della riforma e non sulla strumentalizzazione politica. Gratteri sostiene il Comitato No e continuerà a promuovere le proprie posizioni fino all’ultimo giorno della campagna referendaria, invitando cittadini e istituzioni a valutare con attenzione le modifiche proposte al sistema giudiziario.

L’episodio mette in evidenza le tensioni tra politica, magistratura e società civile nel dibattito sulla riforma della giustizia e sottolinea i delicati equilibri tra libertà di opinione, trasparenza e tutela della privacy dei cittadini.

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