Venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026, il palcoscenico rivolese ospita l’opera di Angelo Longoni. Una serata di puro divertimento che omaggia lo stile frizzante dei grandi classici americani, tra scambi di persona e colpi di scena.
Il weekend si tinge di ironia e glamour al Teatro San Paolo. Per gli amanti della commedia brillante, l’appuntamento da segnare in agenda è con “Ospiti”, la pièce scritta da Angelo Longoni e diretta da Marco Cavallaro, in programma per due serate consecutive alle ore 21:00.
L’opera promette di trascinare il pubblico in un vortice di risate, mettendo a nudo le fragilità e le assurdità dei rapporti sentimentali moderni, con un occhio strizzato allo stile inconfondibile delle screwball comedy degli anni ’60 e ’70.
La Trama: un appartamento, troppi inquilini
Al centro della vicenda c’è Leo (Mario Antinolfi), un uomo cinico e decisamente provato da una separazione turbolenta. La sua vita solitaria nell’ex appartamento di un misterioso individuo di nome Giorgio viene letteralmente stravolta da una serie di ingressi inaspettati:
- L’incontro fatale: Alla porta bussa Sara (Francesca Ceci), una donna bellissima e sensuale, anche lei sulle tracce dell’introvabile Giorgio. Quello che doveva essere un breve passaggio si trasforma in una convivenza forzata ricca di scintille.
- Il terzo incomodo: A rendere il mix esplosivo arriva Franco (Nicola Paduano), lo spasimante respinto di Sara, determinato a riconquistarla a ogni costo, scatenando un carosello di equivoci e malintesi.
Ridere degli “ex” (e di noi stessi)
“Ospiti” non è solo una macchina da risate, ma una riflessione divertita sull’ingombrante presenza del passato nelle nostre vite. Gli “ex” – che siano mariti, fidanzati o semplici precedenti inquilini – diventano il motore immobile di una trama dove la sfortuna dei protagonisti si trasforma in spettacolo. Come suggeriscono gli organizzatori, la classica “buccia di banana” qui ha l’eleganza di un abito da sera e la pericolosità di un tacco 12, portando i personaggi a scivolare in situazioni paradossali ma terribilmente umane.

