Il pacchetto sicurezza messo a punto dal Ministero dell’Interno si avvia alla fase decisiva. Ad annunciarlo è stato il ministro Matteo Piantedosi, che ha confermato come il provvedimento – composto da un decreto sicurezza e da un disegno di legge – possa approdare in Consiglio dei ministri entro la fine del mese per l’approvazione definitiva, dopo il passaggio di concertazione a Palazzo Chigi con gli altri dicasteri coinvolti.

Secondo il titolare del Viminale, si tratta di un testo frutto di un lavoro lungo e approfondito, che tiene conto delle criticità emerse negli ultimi mesi sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana. Un intervento che, nelle intenzioni del governo, punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione, ma anche ad agire sul piano educativo e culturale, soprattutto rispetto ai fenomeni di violenza giovanile.

Proprio su questo tema Piantedosi è tornato commentando la recente tragedia avvenuta a La Spezia, dove un giovane ha perso la vita dopo essere stato accoltellato da un coetaneo a scuola. Episodi che, secondo il ministro, impongono una riflessione più ampia: non solo controlli e misure di sicurezza tradizionali, ma anche un rafforzamento del senso di responsabilità, dell’educazione e della prevenzione già in età precoce.

Il testo allo studio introduce una serie di norme definite “anti-maranza”, con il divieto di porto e vendita ai minori di coltelli e armi improprie e un inasprimento degli strumenti a disposizione delle autorità. È previsto l’ampliamento dei casi in cui può essere applicato l’ammonimento del questore anche a minori tra i 12 e i 14 anni per reati come lesioni, rissa, minacce e violenza privata, se commessi con armi o strumenti atti a offendere. Per i minori sopra i 14 anni, in caso di ammonimento, viene introdotta una sanzione amministrativa a carico di chi è tenuto alla loro sorveglianza, salvo dimostrazione di impossibilità a impedire il fatto. Misure analoghe sono previste anche per atti persecutori e cyberbullismo.

Sul fronte dell’ordine pubblico, il pacchetto amplia i poteri dei prefetti, che potranno individuare aree caratterizzate da episodi ripetuti di illegalità e disporre l’allontanamento di soggetti già segnalati per determinati reati. È previsto inoltre un rafforzamento della tutela per le forze dell’ordine, con uno scudo procedurale che evita l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce nell’adempimento del dovere o nell’uso legittimo delle armi.

Ampio anche il capitolo dedicato all’immigrazione. Il provvedimento interviene sui ricongiungimenti familiari, sull’effettività delle espulsioni e introduce nuove norme che riguardano le ONG, comprese misure straordinarie come l’interdizione temporanea delle acque territoriali in caso di gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. Viene inoltre recepito nel diritto interno il concetto di “Paese terzo sicuro”, in linea con la normativa europea, con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficienti le procedure di protezione internazionale.

Il pacchetto prevede anche investimenti per la sicurezza urbana, rifinanziando per il triennio 2025-2028 i sistemi di videosorveglianza e rafforzando il Fondo sicurezza urbana, con la possibilità per i Comuni di destinare parte delle risorse anche al lavoro straordinario delle polizie locali. Non mancano misure specifiche per la sicurezza delle stazioni ferroviarie, con l’istituzione di un fondo dedicato e nuove forme di collaborazione tra forze di polizia e gestori del trasporto.

Complessivamente, si tratta di un intervento articolato e incisivo, destinato a far discutere. Il prossimo passaggio in Consiglio dei ministri chiarirà se il testo subirà ulteriori modifiche o correzioni prima dell’avvio dell’iter parlamentare.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *