In scena fino al 29 marzo, la produzione diretta da Andrea Baracco spoglia il classico pirandelliano dagli intellettualismi per restituire la ferocia della maschera. Silvio Orlando interpreta Ciampa, l’uomo costretto a “frugarsi dentro” in un mondo convulso.
Il sipario del Teatro Mercadante si è alzato ieri, mercoledì 18 marzo, su uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale. Silvio Orlando presta il suo volto e la sua straordinaria sensibilità a Ciampa ne “Il Berretto a Sonagli”, il capolavoro di Luigi Pirandello che resterà in cartellone fino a domenica 29 marzo.
La regia di Andrea Baracco propone una lettura radicale, lontana dalle polverose analisi filosofiche, per riportare al centro la concretezza tragica e grottesca degli accadimenti.
Pirandello oltre il “Pirandellismo”
Nelle note di regia, Baracco chiarisce subito l’intento della messa in scena: liberare l’autore siciliano dal “pozzo del pensiero” astratto per ritrovare l’anima dei personaggi.
“Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra”, scrive il regista. In un’epoca di crisi dell’identità e disintegrazione dell’io, i protagonisti non sono lucidi pensatori, ma uomini feriti. Il dialogo non è fatto di parole, ma di “mosse d’anima”.
Questa interpretazione punta a mostrare il volto autentico di Pirandello, dove la realtà è una maschera feroce e il conflitto tra vita e forma si traduce in un’azione scenica vibrante e immediata.
Un cast d’eccezione
Accanto a un Silvio Orlando capace di incarnare perfettamente l’ambiguità e la sofferenza di Ciampa, troviamo un cast affiatato che vede in ordine alfabetico: Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri e Marta Nuti.
La revisione linguistica curata da Letizia Russo e dallo stesso Baracco contribuisce a rendere il testo ancora più affilato, supportato dalle scene di Roberto Crea e dai costumi di Marta Crisolini Malatesta.
Dettagli della produzione
L’opera è una produzione Cardellino srl, realizzata in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria e il Teatro Stabile di Bolzano. Un lavoro corale che vede coinvolte eccellenze tecniche, dal sound design di Giacomo Vezzani alle luci di Simone De Angelis, per creare quell’atmosfera convulsa e impazzita richiesta dalla visione di Baracco.

