Ad Asunción, capitale del Paraguay, è arrivata la firma di uno degli accordi commerciali più discussi e attesi degli ultimi decenni: l’intesa tra Unione europea e Mercosur. La cerimonia si è svolta al Gran Teatro José Asunción Flores della Banca centrale paraguayana e segna la conclusione di oltre 25 anni di negoziati, tra stop, ripartenze e forti contrasti politici.
Alla firma erano presenti i rappresentanti delle istituzioni europee e i leader dei Paesi del Mercosur: il presidente paraguayano Santiago Peña, l’argentino Javier Milei e l’uruguaiano Yamandú Orsi. Il Brasile era rappresentato dal ministro degli Esteri Mauro Vieira, delegato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Pochi giorni prima, a Bruxelles, una maggioranza di Stati membri dell’Ue aveva già dato il via libera politico all’accordo, aprendo la strada alla fase finale.
Cosa prevede l’accordo
L’intesa riguarda i Paesi membri del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – e punta a creare una vasta area di libero scambio tra Europa e Sud America. La Bolivia ha recentemente completato il processo di adesione al Mercosur, mentre il Venezuela resta sospeso; altri Stati latinoamericani partecipano come associati.
Il cuore dell’accordo è commerciale: prevede l’eliminazione o una forte riduzione dei dazi su oltre il 90% degli scambi tra le due aree. Per l’Unione europea questo significa risparmi stimati in più di 4 miliardi di euro l’anno per le imprese, in settori chiave come automotive, macchinari, chimico-farmaceutico e agroalimentare. Alcuni dazi molto elevati, come quelli sulle automobili (fino al 35%), verranno gradualmente azzerati nell’arco di 15-18 anni.
Sono inoltre tutelate oltre 340 indicazioni geografiche europee, di cui 57 italiane, come il Prosciutto di Parma, e vengono introdotte procedure doganali più semplici, clausole di salvaguardia per le filiere sensibili e impegni su ambiente, diritti dei lavoratori e sviluppo sostenibile.
Le parole dei leader
“La firma di questo accordo invia un segnale forte al mondo”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali e scegliamo una partnership produttiva e di lungo periodo. Stiamo creando la più grande zona di libero scambio al mondo, che coinvolge quasi il 20% del Pil globale e circa 700-800 milioni di cittadini”.
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha sottolineato il valore politico dell’intesa: “C’è chi costruisce barriere, noi costruiamo ponti. Non vogliamo creare sfere di influenza, ma zone di prosperità condivisa, fondate sul multilateralismo e sul diritto internazionale”.
Durante la cerimonia, il presidente argentino Javier Milei ha voluto ringraziare pubblicamente la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, definendo “cruciale” il suo contributo al successo del negoziato. Le sue parole sono state accolte da un applauso della platea.
Le proteste e le prossime tappe
Non mancano però le critiche. In diversi Paesi europei, soprattutto tra agricoltori e allevatori, l’accordo è visto con preoccupazione per il possibile aumento della concorrenza da parte dei prodotti sudamericani. Negli ultimi giorni si sono registrate proteste simboliche, dai trattori in centro a Milano fino alle manifestazioni nell’area cargo dell’aeroporto di Bruxelles.
La firma di Asunción non chiude comunque il percorso. Per entrare in vigore, l’accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento europeo. Il voto è atteso entro la primavera e si annuncia tutt’altro che scontato. Solo allora l’Ue-Mercosur potrà trasformarsi da promessa politica a realtà economica concreta.

