Cento anni di sogni, consumi e trasformazioni sociali racchiusi in un unico, immersivo percorso espositivo. Apre oggi alla Triennale di Milano la mostra “Nello spazio di un secolo. Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre”, visitabile fino al 7 giugno. Non si tratta di una semplice celebrazione aziendale, ma di un viaggio nel tempo che elegge la pubblicità a specchio dei cambiamenti culturali ed economici del nostro Paese.
L’avventura ha inizio esattamente un secolo fa, il 9 aprile 1926, con la nascita della Sipra sotto la presidenza di Arnoldo Mondadori. Oggi, Rai Pubblicità festeggia il primato di concessionaria più longeva d’Europa, rivendicando il proprio ruolo di architetto del mercato della comunicazione italiano.
Curata dallo storico Peppino Ortoleva con Giuliana Galvagno, la mostra si articola lungo quattro percorsi narrativi che corrono in parallelo:
- I Media: l’evoluzione tecnologica dal bianco e nero al digitale.
- I Mercati: come l’industria ha dialogato con il Paese.
- I Pubblici: il cambiamento radicale delle audience e del loro modo di interagire con i contenuti.
- Il Futuro: uno spazio partecipativo dedicato agli scenari di domani.
L’esposizione combina documenti d’archivio, contributi preziosi delle Teche Rai e dell’Archivio Cinema Impresa, installazioni multimediali e una selezione di spot storici premiati. Come sottolineato dall’AD Luca Poggi, l’obiettivo è osservare come linguaggi e società si siano influenzati a vicenda in questo secolo di vita.
La pubblicità, in questo percorso, non viene presentata solo come strumento di vendita, ma come una vera e propria infrastruttura culturale. Dagli indimenticabili caroselli alle moderne campagne multipiattaforma, la comunicazione ha spesso anticipato i desideri e le necessità degli italiani, traducendo concetti complessi in immagini e slogan entrati nel linguaggio comune.
L’evento alla Triennale non è isolato: il centenario sarà accompagnato per tutto l’anno da workshop, iniziative speciali e la pubblicazione di un volume dedicato, confermando la volontà di Rai Pubblicità di restare protagonista anche nelle nuove forme della comunicazione contemporanea.

