È scattata l’allerta sanitaria in India per alcuni casi di virus Nipah, patogeno altamente letale inserito dall’Organizzazione mondiale della sanità tra le malattie prioritarie per il potenziale rischio epidemico.
Secondo l’Oms, il tasso di mortalità del virus varia tra il 40 e il 75%, ma al momento non si registrano segnali di diffusione incontrollata.
Le autorità indiane hanno confermato due casi nello Stato del Bengala occidentale, assicurando un contenimento tempestivo del focolaio. Il Ministero della Salute di Nuova Delhi ha reso noto di aver attivato sorveglianza rafforzata, test di laboratorio e indagini sul campo. Sono stati tracciati 196 contatti, risultati tutti negativi, e la situazione resta sotto costante monitoraggio.
In via precauzionale, Thailandia e Nepal hanno rafforzato i controlli sanitari negli aeroporti, mentre diversi Paesi asiatici seguono con attenzione l’evolversi della situazione.
Cos’è il virus Nipah e come si trasmette
Il virus Nipah è una zoonosi, ovvero si trasmette dagli animali all’uomo. I principali serbatoi naturali sono i pipistrelli frugivori, ma può essere veicolato anche da animali domestici come i maiali. Il contagio può avvenire attraverso il contatto diretto con animali infetti, il consumo di alimenti contaminati (come frutta o succhi non protetti) o, in alcuni casi, da persona a persona.
L’infezione può manifestarsi in forma asintomatica oppure evolvere in gravi complicanze respiratorie ed encefalite, spesso fatali. Il periodo di incubazione varia generalmente tra 4 e 14 giorni.
Nessun vaccino, ma rischio contenuto
“È uno dei virus più letali al mondo, con una mortalità che può arrivare al 70%”, ha spiegato Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. “Non esistono né vaccini né farmaci specifici. Al momento, però, non c’è motivo di avere paura, serve solo vigilare affinché il focolaio venga limitato rapidamente”.
Sulla stessa linea Emanuele Nicastri, direttore dell’Unità di Malattie infettive ad alta intensità di cura dello Spallanzani di Roma:
“Il virus è pericoloso, ma il rischio di casi importati in Italia è virtuale. I contagi avvengono soprattutto in contesti rurali e poveri, con contatto diretto con animali o loro secrezioni. Il turista tipico non frequenta queste aree”.
“Non siamo di fronte a un nuovo Covid”
Gli esperti escludono paragoni con la pandemia da Covid-19. Il virus Nipah, pur essendo altamente letale, non presenta la stessa capacità di diffusione globale. I focolai tendono a esaurirsi una volta riconosciuti e gestiti con adeguate misure di isolamento e protezione del personale sanitario.
Le autorità sanitarie internazionali continuano a monitorare la situazione, ribadendo l’importanza della sorveglianza precoce e del contenimento rapido per evitare un’ulteriore diffusione.

