Presentata a Milano la candidatura della città veneta. Il “ritorno” del Cavallo di Canova e i nuovi hub per i giovani al centro del progetto “Rinascimento Urbano”.
Non è solo la città del Ponte degli Alpini e della grappa, ma un polo culturale capace di competere con le grandi metropoli. Bassano del Grappa ha scelto la prestigiosa cornice delle Gallerie d’Italia a Milano per lanciare ufficialmente la propria corsa a Capitale Italiana della Cultura per il 2029.
Una presentazione carica di simbolismo: proprio all’ingresso del museo milanese svetta il Cavallo colossale di Antonio Canova, opera che dopo 56 anni di assenza e un complesso restauro tornerà finalmente a “casa”, nei Musei Civici bassanesi, il prossimo 4 dicembre.
Nonostante i suoi 42mila abitanti, Bassano vanta numeri da grande capitale: la recente mostra su Giovanni Segantini ha superato i 100mila visitatori, trainando una crescita del turismo del 9% nell’ultimo anno. Ma il sindaco Nicola Ignazio Finco chiarisce che la candidatura non vivrà solo di passato:
- Nuovi spazi: Il progetto punta sulla rifunzionalizzazione di Palazzo Bonaguro come hub culturale e sulla nascita di Cantiere 35, uno spazio di coworking in centro dedicato ai giovani professionisti.
- Continuità: Dopo il riconoscimento di Città Veneta della Cultura 2025, Bassano vuole trasformare questo traguardo in un motore di progettualità a lungo termine.
Il percorso verso il 2029 sarà scandito da appuntamenti internazionali già confermati dalla direttrice dei musei civici, Barbara Guidi. Per il 2026 sono in programma due eventi di altissimo profilo:
- Una grande mostra dedicata alla storia e al design di Olivetti.
- La prima retrospettiva italiana integrale dedicata al celebre fotografo Sebastião Salgado.
Queste iniziative si affiancheranno allo storico Operaestate Festival Veneto, che da 46 anni attira artisti e spettatori da tutto il mondo, confermando la vocazione multidisciplinare del territorio.
La macchina organizzativa è già a pieno regime. Il comune sta avviando tavoli tematici e focus group coinvolgendo cittadini e stakeholder locali per redigere il dossier ufficiale di candidatura. Il documento dovrà essere presentato a settembre, momento in cui la visione di Bassano per il 2029 prenderà definitivamente forma.
Con il ritorno del colosso canoviano e una strategia che unisce Palladio all’innovazione digitale, Bassano del Grappa si candida a essere il cuore pulsante della cultura italiana tra tre anni.

