Con l’arrivo della primavera torna anche l’ora legale. In Italia nel 2026 il cambio scatterà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, quando le lancette degli orologi dovranno essere spostate un’ora avanti: alle 2 di notte diventeranno le 3.

Il passaggio avverrà con un giorno di anticipo rispetto al 2025. L’ora legale resterà in vigore per tutta la stagione estiva fino al 25 ottobre 2026, quando tornerà l’ora solare e gli orologi dovranno essere riportati un’ora indietro.

Il meccanismo è lo stesso in tutta l’Unione europea, perché lo spostamento delle lancette è stabilito da direttive comunitarie che prevedono il passaggio all’ora legale nell’ultima domenica di marzo. L’operazione avviene contemporaneamente in tutti i Paesi membri alle 00:00 UTC, l’orario del meridiano di Greenwich.

Come ogni anno, la notte del cambio comporterà un’ora di sonno in meno, ma permetterà di avere più luce naturale nelle ore serali per diversi mesi.

I risparmi energetici

L’ora legale in Italia è stata introdotta nel 1966 e da allora viene alternata all’ora solare. Oltre a modificare la percezione delle giornate, ha effetti anche sui consumi energetici.

Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica nazionale, tra il 2004 e il 2023 l’Italia ha risparmiato circa 2,2 miliardi di euro e 11,7 miliardi di kWh di elettricità grazie all’ora legale.

Solo nel 2024, nei sette mesi di applicazione, il risparmio stimato è stato di circa 90 milioni di euro, con 370 milioni di kWh di energia elettrica in meno consumata grazie al maggiore utilizzo della luce naturale. Dal punto di vista ambientale questo ha significato anche circa 170mila tonnellate di emissioni di CO₂ evitate.

Il dibattito sul possibile superamento

Da alcuni anni si discute della possibilità di mantenere l’ora legale tutto l’anno, eliminando il passaggio stagionale. Nel 2018 il Parlamento europeo ha approvato una consultazione pubblica che ha aperto alla possibilità per i singoli Stati membri di decidere autonomamente se continuare o meno con il cambio semestrale.

Ogni Paese avrebbe dovuto scegliere entro il 2021, ma finora pochi governi hanno adottato una decisione definitiva. In generale, i Paesi del Nord Europa sono più favorevoli a mantenere l’alternanza tra ora solare e legale, mentre quelli del Sud Europa preferirebbero mantenere l’ora legale per tutto l’anno, soprattutto per ragioni climatiche.

L’Italia, al momento, non ha ancora preso una decisione definitiva.

Il caso degli Stati Uniti

Il cambio dell’ora non avviene nello stesso giorno in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, ad esempio, una legge federale stabilisce che l’ora legale inizi la seconda domenica di marzo.

Esistono però alcune eccezioni: lo Stato delle Hawaii e alcune zone dell’Arizona non adottano l’ora legale e mantengono lo stesso orario per tutto l’anno.

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