La città siciliana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, prova a ritrovare un minimo di normalità dopo l’emergenza causata da una massiccia frana attivata dalle piogge dell’ondata di maltempo, ma la situazione resta instabile e sotto monitoraggio continuo.
Oggi, lunedì 2 febbraio, sono riaperte le scuole non interessate dalla zona rossa, mentre i tecnici e i Vigili del fuoco segnalano nuovi movimenti del terreno e distacchi del versante.
La frana continua a muoversi
Secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco, alcune porzioni della frana si stanno ancora muovendo e sono stati osservati ulteriori distacchi del terreno, sebbene al momento non siano stati registrati crolli aggiuntivi di edifici nelle ultime ore. È in corso un potenziamento del sistema di monitoraggio della zona rossa, per valutare costantemente rischi e potenziali evoluzioni, sia per i residenti sia per le squadre di soccorso e vigilanza.
Questa frana, lunga circa 4 chilometri e con un fronte alto decine di metri, è stata causata dai forti temporali legati al ciclone meteorologico che ha colpito la Sicilia nei giorni scorsi e ha già portato all’evacuazione di oltre mille residenti mentre ampi tratti di versante risultano in bilico.
Una conferma drammatica della precarietà del territorio giunge anche dal recente crollo di una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci, dove l’erosione del terreno ha progressivamente indebolito le fondamenta, causando la caduta della struttura nel precipizio sottostante.
Scuole riaperte con sostegno psicologico
Malgrado l’allerta resti alta, le attività scolastiche sono riprese oggi nei plessi giudicati sicuri. Diversi istituti precedentemente chiusi perché ricadenti nella zona rossa sono stati sostituiti con aule trasferite in edifici sicuri individuati dal Comune.
Per aiutare gli studenti ad affrontare lo shock dell’accaduto e la difficile esperienza vissuta dalle loro famiglie, saranno presenti equipe di psicologi dell’emergenza all’interno delle scuole, in collaborazione con l’Asp di Caltanissetta e con specialisti di Save the Children. Gli esperti sottolineano l’importanza di un supporto psicologico per i giovani, “perché un bambino che ha perso la casa ha perso la sua normalità ed è disorientato”.
Amministrazione e istituzioni in campo
Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha confermato che il trasloco delle aule e la gestione della riapertura scolastica sono avvenuti in coordinamento con la Prefettura e gli enti di protezione civile. Per i cittadini colpiti è stato pubblicato un modulo di richiesta assistenza che consente di accedere a forme di supporto come sistemazioni alberghiere o contributi per l’autonoma sistemazione.
Parallelamente alla gestione locale dell’emergenza, in Parlamento il prossimo 4 febbraio il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, terrà un’informativa sugli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito la Sicilia, mentre le opposizioni chiedono alla premier Giorgia Meloni un intervento diretto per sostenere le comunità colpite e accelerare gli aiuti.
Un dramma geologico e sociale ancora in corso
Il dissesto di Niscemi conferma la fragilità di vaste aree del territorio italiano esposte a rischi naturali come frane e alluvioni, fenomeni che in passato non sempre sono stati adeguatamente considerati nelle scelte urbanistiche e nelle politiche di prevenzione.
La comunità nissena, con oltre mille persone evacuate e interi quartieri svuotati, vive un periodo di forte incertezza, in attesa che i monitoraggi geologici permettano di tracciare una strada verso la sicurezza e la possibile ricostruzione.

