Dal 12 agosto cambia il conferimento: tutte le cialde monodose, anche con residui di caffè, dovranno essere riciclate secondo le nuove regole europee sul packaging
Con l’entrata in vigore del Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR, regolamento UE 2025/40), dal 12 agosto 2026 le capsule monodose di caffè non potranno più essere cestinate nell’indifferenziato e dovranno essere destinate alla raccolta differenziata. La normativa si applica a tutte le confezioni e rappresenta un passo importante nella strategia dell’Unione Europea per ridurre i rifiuti da imballaggio, con l’obiettivo di abbatterli del 5% rispetto ai livelli del 2018 entro quattro anni e fino al 15% entro il 2040.
Il cambiamento interesserà l’intera filiera: le capsule in alluminio e quelle in bioplastica avranno procedure specifiche di riciclo, mentre per la plastica tradizionale si studiano processi dedicati per ridurre gli scarti. Attualmente in Italia si consumano quasi 3 miliardi di capsule all’anno, ma solo il 6% è compostabile; il 72% è plastica e il 22% in alluminio. Dal 2030, secondo il regolamento UE, le capsule dovranno essere obbligatoriamente realizzate in bioplastica, e altre confezioni monouso come bustine di ketchup, maionese e flaconcini cosmetici saranno progressivamente vietate.
Le imprese dovranno inoltre adeguarsi all’etichettatura uniforme UE, riportando indicazioni precise sul corretto smaltimento, pena l’impossibilità di commercializzare i prodotti. Questa transizione punta a combinare sostenibilità, innovazione impiantistica e comportamenti più consapevoli dei consumatori, rendendo il riciclo parte integrante della vita quotidiana.

