Il 21 maggio 2026 la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino darà ufficialmente inizio a “Quarta Risonanza”, una stagione espositiva densa e articolata che promette di offrire una prospettiva inedita sulla storia dell’arte del secolo scorso e sulle sue propaggini contemporanee.
Il palinsesto, presentato oggi, si muove tra il recupero di tesori d’archivio e la celebrazione di grandi maestri della sperimentazione, confermando il ruolo del museo torinese come centro nevralgico della ricerca visiva in Italia.
“Un altro Novecento”: il laboratorio intimo dell’artista
Il cuore pulsante della stagione è rappresentato dalla mostra “Un altro Novecento”, curata da Fabio Cafagna ed Elena Volpato. Per la prima volta, la GAM espone in un percorso unitario le proprie straordinarie raccolte di opere su carta.
Si tratta di una selezione monumentale di oltre 600 pezzi tra disegni, acquerelli, incisioni e stampe — molti dei quali acquisiti grazie al fondamentale sostegno della Fondazione De Fornaris e della Fondazione Arte CRT. Il percorso attraversa l’intero secolo: dalle inquietudini della Secessione di inizio ‘900 fino alle sperimentazioni degli anni novanta, offrendo al pubblico l’accesso a quello che gli esperti definiscono “il laboratorio più libero e intimo degli artisti”.
Agnetti, Carmi e l’intruso Pesce Khete
Accanto alla grande retrospettiva sulla carta, “Quarta Risonanza” propone tre focus di altissimo rilievo:
- Vincenzo Agnetti – “Oggi è un secolo”: Nel centenario della nascita, il museo dedica una mostra alla ricerca sperimentale di Agnetti, focalizzandosi in particolare sul suo uso innovativo del mezzo fotografico come strumento concettuale.
- Lisetta Carmi – “Erotismo e autoritarismo a Staglieno”: Un progetto che presenta 15 fotografie storiche recentemente entrate in collezione grazie al bando Strategia Fotografia 2025. Le immagini indagano il rapporto tra corpo, marmo e potere attraverso l’occhio rivoluzionario della fotografa ligure.
- L’Intruso: Seguendo la tradizione delle “Risonanze”, la mostra ospita un intervento contemporaneo esterno. Protagonista di questa edizione è l’artista romano Pesce Khete, il cui lavoro dialogherà con le opere storiche del museo, creando un corto circuito tra passato e presente.
Un patrimonio condiviso
L’apertura della stagione di maggio rappresenta non solo un evento culturale di punta per la città di Torino, ma anche l’occasione per valorizzare acquisizioni recenti e fondi storici che raramente hanno goduto di una visibilità così ampia e strutturata.

